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Cos'è?
Un blog e un sito curato da Raffaella R. Ferrè, una giornalista da anni precaria. Nel suo curriculum figurano collaborazioni anche importanti ma un contratto di lavoro stabile non è mai arrivato. Da qui l'idea di curare un sito-blog personale sulle contraddizioni del mondo del lavoro. E un libro in uscita nei prossimi mesi dal medesimo titolo: Santa Precaria.
A chi è rivolto?
A tutti i precari, che si riconoscono in Raffaella R. Ferrè e che, seguendone le avventure professionali trovano un minimo di consolazione per la loro situazione. Ma anche a chi ha un lavoro stabile e pur sentendone parlare spesso, ancora non ha ben chiaro cosa si celi sotto l'aggettivo “atipico”. In questo senso Santa Precaria è sicuramente il giusto monito per una maggiore presa di coscienza della realtà.
Cosa offre?
Storie, esperienze, vissuti lavorativi in cui sarà facile riconoscersi, immedesimarsi e forse anche un po' purificarsi, se è vero che la rappresentazione esterna dei drammi interiori spesso aiuta. E poi molti link a pagine di controinformazione: non i soliti siti autorevoli, ma blog originali e in perfetta linea con lo stile di Santa Precaria. Non mancano neppure recensioni di libri, playlist musicali, link ad articoli e post continuamente aggiornati.
L'elemento distintivo
L'originalità nel saper personalizzare un blog su un argomento piuttosto serio, rendendolo più “leggero” e alternativo. Sfruttando al meglio le potenzialità informatiche, in Santa Precaria, oltre ai più comuni RSS, si possono ascoltare persino brani musicali, consultare guide su come curare blog e informazioni sui programmi da utilizzare.
Ci piace perchè...
È un blog/sito intelligente: la scrittura agile, veloce e al contempo riflessiva riesce a ironizzare su argomenti che invece di ironico hanno ben poco. A partire dal nome. Santa Precaria racchiude in sé tutto: una grande pazienza nel sopportare una situazione che non evolve mai e al tempo stesso una condanna verso un sistema che continua a penalizzare alcuni lavoratori.