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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Cosa sono i prestiti veloci? quali i requisiti per poterli richiedere?

27 Settembre 2012

prestiti veloci

I prestiti veloci rientrano nella tipologia dei prestiti non finalizzati. Non sono subordinati all’acquisto di un bene o servizio specifico. Celerità nell’erogazione, versatilità d’uso sono i loro punti di forza.I prestiti veloci rientrano nella categoria dei prestiti non finalizzati, cioè la somma presa in prestito non è destinata all’acquisto di un bene o servizio determinato o all’attestazione di uno stato di necessità.

Differiscono dai prestiti personali per via della velocità con cui vengono erogati. Si parla, infatti, di tempi di erogazione tra le 24-48 ore dall’invio o della presentazione dei documenti. Nonostante la celerità del servizio, non bisogna dimenticare che i requisiti che ne governano la concessione sono sempre gli stessi che valgono anche per i normali prestiti personali.

Sarà, pertanto, necessario avere un’età compresa tra i 18 e i 70 anni e possedere una buona posizione creditizia (non essere stati protestati, non aver accumulato ritardi nel rimborso di precedenti finanziamenti).

Le somme richiedibili, data la velocità di erogazione, sono abbastanza ridotte. Si parla di finanziamenti in media di 10.000 euro, ottenibili con la classica formula del prestito personale oppure con la formula della cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Se si è un lavoratore dipendente o pensionato, si potrà optare per quest’ultima tipologia di finanziamento. Se, invece, si è un lavoratore autonomo o comunque non si possiede un lavoro regolare, si potrà sempre far ricorso al prestito personale, a patto di non esser protestati e di offrire solide garanzie creditizie.

I prestiti veloci vengono maggiormente richiesti in tutti quei casi in cui la velocità di erogazione rappresenta un elemento importante per ottenere ulteriore liquidità e laddove bisogna soddisfare esigenze o urgenze improvvise e improrogabili, come ad esempio nel caso di riparazioni urgenti, spese mediche improvvise, vacanze decise all’ultimo minuto.

Inoltre Internet ha permesso di velocizzare la procedura di richiesta e di concessione, oltre che di confronto tra più preventivi di prestito. Senza dover uscire da casa, si potrà trovare il prestito veloce più adatto alle proprie esigenze, che sarà accreditato sul proprio conto corrente bancario o inviato come assegno circolare presso il proprio indirizzo di casa.


L’agente assicurativo: una figura da valutare

20 Settembre 2012

E’ il lavoro che spesso viene consigliato ai giovani neo diplomati o laureati spigliati e dinamici che hanno la necessità di trovare un primo lavoro che permetta loro di guadagnare bene e di svezzarsi per il mondo del lavoro. Stiamo parlando delle figure professionali del settore assicurativo.

La posizione che solitamente è la più ricercata e per la quale quindi è più facile trovare posizioni aperte è quella dell’agente assicurativo, l’ultima ruota del carro e il primo ingranaggio con il quale il cliente di rapporta e si confronta.

In che cosa consiste in senso pratico questo lavoro? In sostanza è colui che va a proporre i servizi ai potenziali clienti. Si può avere mandato di collocare prodotti specifici, come ad esempio preventivi di assicurazioni auto o moto o piani di accumulo previdenziale, oppure si può avere la possibilità di vendere prodotti di vario tipo a seconda delle necessità del cliente. In questo caso è più facile ottenere buone provvigioni sulle sottoscrizioni grazie ad una gamma più vasta di prodotti da collocare.

Opinione comune vuole che il lavoro nell’ambiente assicurativo sia scarsamente appagante e molto competitivo, anche a spese dell’equilibrio del lavoratore. E’ vero che in media queste realtà sono caratterizzate da un elevato turnover nelle posizioni più basse, ma è anche vero che ciascuna realtà lavorativa fa caso a sé.

E’ quanto succede ad esempio per la compagnia di assicurazioni auto online ConTe.it del Gruppo Admiral che ha conquistato il quarto posto assoluto nella classifica realizzata dall’istituto Grat Place To Work, prima tra le società del settore assicurativo-finanziario. Come sempre quindi mai lasciarsi influenzare dalle dicerie e cercare tutte le informazioni disponibili sul papabile posto di lavoro: potrebbero esserci delle importanti occasioni lavorative che meritano di essere colte.


I giovani e il futuro, un amore non corrisposto

18 Giugno 2012

Le previsioni sul mercato del lavoro per quest’anno 2012 si prospettano poco rosee anche in Piemonte con un calo dell’1,9 per cento delle assunzioni rispetto all’anno passato.

I dati provenienti dal nuovo sistema informativo messo in piedi dall’Osservatorio della Regione, dal Csi e dal Crisp ci dicono che la ripresa si riavvia lentamente. Infatti, se prima tanti giovani emigravano dal sud Italia per studiare, ora il loro futuro rimane incerto anche dopo la laurea e, anziché incrementare l’economia, sono costretti a tirare la cinghia e risparmiare. Così si rinuncia spesso a cene con amici in pizzeria, come si sono limitate tante altre spese superflue. Per terminare il percorso di studi la regione voleva introdurre i prestiti agli studenti più meritevoli eliminando quasi in toto le borse di studio, un po’ come già avviene negli USA. Tra i laureati e non già con un lavoro, nel 2011 la situazione non è stata delle migliori dato che i mancati rinnovi dei contratti e i licenziamenti sono stati 13mila in più rispetto agli avviamenti, inoltre il lavoro flessibile la vince sui contratti più stabili e raggiunge il 75 per cento del totale. Con tali premesse chissà quale futuro spetterà alle nuove generazioni e come faranno anche solo a pagare l’affitto.

Torino sembra essere l’unica città piemontese in leggera controtendenza. È infatti previsto un aumento delle assunzioni di circa 2mila soggetti, uno 0,7 per cento in più; c’è da ben sperare? Bisogna attendere ancora qualche mese prima di pronunciare la sentenza.


Come aprire un conto corrente all’estero

15 Giugno 2012

L’apertura di un conto corrente all’estero è un’esigenza sempre più sentita a causa delle preoccupazioni legate alla volatilità sui mercati finanziari europei e sugli spread dei Btp.

Basta leggere i quotidiani online come il Corriere o il Sole 24 Ore per trovare notizie sulla fuga di capitali in Europa verso lidi più sicuri: dai conti greci ci sono prelievi giornalieri fino a 800 milioni di euro e in Spagna ci sono stati deflussi di capitali pari a  97 miliardi. In Italia il fenomeno è per ora più contenuto ma comunque già ragguardevole.

Sono in molti infatti che stanno valutando alternative di investimento per salvaguardare i loro risparmi da un rischio di crack dell’Euro e quindi del debito pubblico e bancario italiano. Seppure i rischi nel nostro paese sono ancora limitati è infatti opportuno cominciare a farsi un’idea sulle alternative disponibili. In Grecia e in Spagna i capitali sono fuggiti verso l’estero in Paesi considerati più stabili quali la Germania, l’Olanda e soprattutto la Svizzera, da sempre il paese rifugio per antonomasia.

I motivi della fuga sono diversi. La paura del ritorno alle monete nazionali con conseguente svalutazione verso l’euro. O il timore di nuovi interventi legislativi che possano andare a colpire i patrimoni parcheggiati nei conti correnti e nei depositi titoli.

L’apertura di un conto fuori dall’Italia necessita però in genere di recarsi di persona nel paese estero. Con le attuali leggi antiriciclaggio europee che richiedono il riconoscimento di persona, è infatti difficile poter aprire un conto tramite Internet. Ci sono rare eccezioni, oltre che in alcuni casi la possibilità di aprire un rapporto per corrispondenza pagando però una commissione ad un intermediario (con un costo minimo di qualche centinaia di euro). Per questi motivi molti italiani puntano sulla Svizzera, paese sicuro, comodo da raggiungere e dove si parla (e si scrivono i contratti) in italiano.

Se un conto in un paese sicuro può essere una buona soluzione per salvaguardare i  tuoi risparmi, occorre comunque ricordare e conoscere le leggi sulla tassazione dei conti esteri al fine di dichiarare i movimenti effettuati ed i redditi percepiti.


Lavorare in banca è ormai impossibile?

21 Novembre 2011

Lavorare in banca è ancora oggi un sogno per molti diplomati e laureati, non solo in materie economiche. L’assunzione in banca viene infatti associata ad un posto sicuro e ben remunerato. In realtà negli ultimi anni molte cose sono cambiate.

 

Tempo fa la banca veniva associata ad un ente pubblico. Del resto prima delle liberalizzazioni degli anni ’90 le principali banche erano di diritto pubblico. La sicurezza e la stabilità lavorativa erano poi sempre garantite: chi entrava in banca poteva tranquillamente pensare di andare in pensione senza cambiare lavoro.

Oggi la banca è ancora un luogo di lavoro sicuro. Nonostante la crisi infatti è difficile pensare che una banca possa fallire, ma è anche vero che ci sono meno certezze rispetto al passato.

Trovare lavoro in banca è sempre più difficile. Le assunzioni avvengono con il contagocce e in genere riguardano posti di lavoro a tempo determinato e con contratto interinale. Esemplare il caso di Banca Intesa che ha lanciato un piano di assunzioni prevedendo stipendi di ingresso inferiori del 20% rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale.

Ma oggi il caso di Intesa sembra addirittura positivo. Quasi tutti i grossi gruppi bancari hanno annunciato piani per la riduzione del personale. Unicredit recentemente ha comunicato il taglio di circa 6.000 persone entro il 2015 (il 12% dei dipendenti). Anche alcune banche straniere come Barclays stanno licenziando e riducendo i loro piani espansionistici in Italia.

Se le grandi banche italiane e quelle straniere sono in arretramento, chi cerca lavoro può rivolgersi a quegli istituti che stanno crescendo. Mi riferisco in particolare alle banche online. Per esempio Che Banca oppure Ing Direct, quella del Conto Arancio, che recentemente ha annunciato un piano di apertura di 26 filiali entro la fine del 2012. Il personale che cercano queste società però è diverso dal tradizionale profilo del bancario. Cercano infatti persone con ottime capacità relazionali e di vendita. Del resto i loro prodotti sono talmente semplici che non richiedono particolari conoscenze economiche e finanziarie.

 

 

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