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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Categoria 'curiosità'

MANAGER UOMINI O MANAGER DONNE? VINCE IL MIX

Venerdì 9 Maggio 2008

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Che uomini e donne siano diversi anche sul luogo di lavoro, lo abbiamo capito. Sono anni che leggiamo di indagini sul tema ma ogni volta i risultati sono diversi: prima si scopre che gli uomini sono più adatti a ruoli di leadership, poi arriva un nuovo studio. Tutto sbagliato: i manager migliori sono donne. E si va avanti così, all’infinito tra smentite e “scoperte” clamorose.

 

Un’indagine che accontenta tutti

L’ennesima ricerca arriva dall’Australia ma la novità è che stavolta il risultato riconcilia l’eterna lotta tra i sessi.
Uomini e donne hanno pregi diversi ma tutti utili per una posizione di comando. Vediamoli nel dettaglio:

 

Donne:
maggior senso strategico
capacità di rischiare e senso dell’innovazione
maggiore creatività

 

Uomini:
bravi nel far lavorare i dipendenti
capacità di raggiungere gli obiettivi
maggiore attenzione agli aspetti economici

 

A pari merito, la capacità di autocontrollo e la stabilità emotiva.
A dirlo è la società di consulenza australiana Peter Berry Consultancy in un indagine condotta per il Steps Leadership Program.

 

La soluzione perfetta… ma impossibile!

Dal momento che il giusto mix sarebbe l’unione dei pregi femminili e di quelli maschili, le cose si complicano.
Anzi, due soluzioni ci sarebbero: o un capo-genio che sappia conciliare ogni aspetto. Ma già immagino i commenti: i geni sono eccezioni ma poi, sarà forse un luogo comune però “capi-geni” sembra quasi un ossimoro, del tipo “dolce amaro”. Oppure un’azienda gestita da un uomo e una donna. Anche in questo caso però è facile che le differenze si farebbero troppo sentire e se non scatta l’intesa perfetta, il mix potrebbe diventare esplosivo.

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Fonte immagine: Revestito.it

MEGLIO RICCHE O POTENTI?

Lunedì 5 Maggio 2008

 

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Che domanda, lo so! Diciamo che è molto difficile che una donna potente viva di stenti. Anzi, è praticamente impossibile in una società in cui è proprio il denaro spesso a legittimare il potere. Eppure se guardiamo l’elenco delle donne più ricche del mondo, non sempre queste sono anche le più potenti.
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LAVORATORI ITALIANI: IL 50% E’ DEMOTIVATO

Lunedì 28 Aprile 2008

 

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Un lavoratore su due non crede nella propria azienda e si dichiara insoddisfatto del clima aziendale che lo sottopone a stress e ingiustificate pressioni. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dal CENISPES, il Centro Italiano di Studi Politici, Economici e Sociali che fotografa un’Italia al lavoro sfiduciata e insoddisfatta.

 

Quello che proprio non sopporto nella mia azienda

Tutto è nato con un sondaggio cha ha interessato un campione di 1000 lavoratori, chiamati ad esprimere quali siano
secondo loro i principali elementi critici dell’azienda per cui lavorano. Ecco la lista delle 4 lamentele più comuni:

il mancato coinvolgimento dei dipendenti nelle decisioni aziendali (67%)
la mancanza di chiarezza e flessibilità dei ruoli (56%)
la disuguaglianza nel trattamento (49%)
la qualità del management (28%)

 

È una questione di fiducia

Insomma, non si può certo dire che gli italiani siano soddisfatti del proprio datore di lavoro. è vero che esiste una reazione incoscia per cui, qualsiasi lavoratore dipendente proprio non riesce a esimersi dal criticare il capo. Eppure, anche tenendo conto di questa sorta di regola non scritta, i risultati del sondaggio sono ugualmente preoccupanti. Ciò che emerge è una forte mancanza di fiducia tra i dipendenti e l’azienda in cui lavorano.

 

Anche l’azienda ci rimette

I lavoratori si sentono sottovalutati, incompresi e talvolta del tutto ignorati. Il loro malcontento non può che avere effetti negativi. Un dipendente demotivato svolge la propria mansione senza stimoli, quasi per inerzia e curandosi ben poco del livello qualitativo di ciò che sta facendo. A rimetterci è quindi anche l’azienda.

 

Un consiglio per i vertici aziendali

Spesso l’insoddisfazione dei propri dipendenti è un aspetto che viene sottovalutato dalle aziende. Per molte di esse ciò che conta sono i risultati e poco importa come e da chi sono raggiunti. Eppure è ormai consolidato che un clima di lavoro sereno è alla base dei più grandi successi imprenditoriali. E non servono “effetti speciali” o investimenti stratosferici. Anzi, spesso un po’ di considerazione in più vale più di un aumento: costa meno ed è più produttiva.

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Fonte immagine: Albanesi.it

DIVENTA MILIONARIO, MA PREFERISCE TORNARE A LAVORARE

Martedì 22 Aprile 2008

 

Quanti di voi tornerebbero a lavorare in un McDonald’s per passione?

Non è uno scherzo: dopo aver vinto quasi un milione e mezzo di sterline alla lotteria (che corrispondono al nostro milione e mezzo di euro) dopo aver trascorso mesi e mesi tra viaggi e puro ozio, Luke Pittard 25 anni, gallese, decide di tornare a lavorare per McDonald’s. (more…)

MAL D’UFFICIO

Martedì 15 Aprile 2008

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No, non stiamo parlando dell’orticaria che vi viene ogni mattina quando al posto di starvene tranquilli nel letto dovete proprio alzarvi e andare in ufficio. Stiamo parlando di malattie più serie anche se non sempre così conosciute.

 

Tutta colpa del lavoro

Sono patologie che affliggono soprattutto il settore impiegatizio costretto a una vita sedentaria e a molte ore davanti al terminale.
Ecco le più comuni:
stress
mal di schiena
disturbi della vista
sindrome dal tunnel carpale
sindrome del palazzo malato

 

qualche rimedio, più o meno serio, ci sarebbe….

(more…)


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