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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Categoria 'curiosità'

LAVORATORI ITALIANI: IL 50% E’ DEMOTIVATO

Lunedì 28 Aprile 2008

 

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Un lavoratore su due non crede nella propria azienda e si dichiara insoddisfatto del clima aziendale che lo sottopone a stress e ingiustificate pressioni. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dal CENISPES, il Centro Italiano di Studi Politici, Economici e Sociali che fotografa un’Italia al lavoro sfiduciata e insoddisfatta.

 

Quello che proprio non sopporto nella mia azienda

Tutto è nato con un sondaggio cha ha interessato un campione di 1000 lavoratori, chiamati ad esprimere quali siano
secondo loro i principali elementi critici dell’azienda per cui lavorano. Ecco la lista delle 4 lamentele più comuni:

il mancato coinvolgimento dei dipendenti nelle decisioni aziendali (67%)
la mancanza di chiarezza e flessibilità dei ruoli (56%)
la disuguaglianza nel trattamento (49%)
la qualità del management (28%)

 

È una questione di fiducia

Insomma, non si può certo dire che gli italiani siano soddisfatti del proprio datore di lavoro. è vero che esiste una reazione incoscia per cui, qualsiasi lavoratore dipendente proprio non riesce a esimersi dal criticare il capo. Eppure, anche tenendo conto di questa sorta di regola non scritta, i risultati del sondaggio sono ugualmente preoccupanti. Ciò che emerge è una forte mancanza di fiducia tra i dipendenti e l’azienda in cui lavorano.

 

Anche l’azienda ci rimette

I lavoratori si sentono sottovalutati, incompresi e talvolta del tutto ignorati. Il loro malcontento non può che avere effetti negativi. Un dipendente demotivato svolge la propria mansione senza stimoli, quasi per inerzia e curandosi ben poco del livello qualitativo di ciò che sta facendo. A rimetterci è quindi anche l’azienda.

 

Un consiglio per i vertici aziendali

Spesso l’insoddisfazione dei propri dipendenti è un aspetto che viene sottovalutato dalle aziende. Per molte di esse ciò che conta sono i risultati e poco importa come e da chi sono raggiunti. Eppure è ormai consolidato che un clima di lavoro sereno è alla base dei più grandi successi imprenditoriali. E non servono “effetti speciali” o investimenti stratosferici. Anzi, spesso un po’ di considerazione in più vale più di un aumento: costa meno ed è più produttiva.

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Fonte immagine: Albanesi.it

DIVENTA MILIONARIO, MA PREFERISCE TORNARE A LAVORARE

Martedì 22 Aprile 2008

 

Quanti di voi tornerebbero a lavorare in un McDonald’s per passione?

Non è uno scherzo: dopo aver vinto quasi un milione e mezzo di sterline alla lotteria (che corrispondono al nostro milione e mezzo di euro) dopo aver trascorso mesi e mesi tra viaggi e puro ozio, Luke Pittard 25 anni, gallese, decide di tornare a lavorare per McDonald’s. (more…)

MAL D’UFFICIO

Martedì 15 Aprile 2008

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No, non stiamo parlando dell’orticaria che vi viene ogni mattina quando al posto di starvene tranquilli nel letto dovete proprio alzarvi e andare in ufficio. Stiamo parlando di malattie più serie anche se non sempre così conosciute.

 

Tutta colpa del lavoro

Sono patologie che affliggono soprattutto il settore impiegatizio costretto a una vita sedentaria e a molte ore davanti al terminale.
Ecco le più comuni:
stress
mal di schiena
disturbi della vista
sindrome dal tunnel carpale
sindrome del palazzo malato

 

qualche rimedio, più o meno serio, ci sarebbe….

(more…)

LE 7 COSE PIU’ IRRITANTI IN UFFICIO

Lunedì 7 Aprile 2008

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I colleghi non ce li scegliamo: dobbiamo tenerceli con pregi e difetti. Non parliamo poi del capo! Così, per evitare di trasformare il nostro ufficio in un ring, tante volte siamo costretti a sopportare.
Eppure ci sono comportamenti che proprio non ci vanno giù.
Uno studio di Harris Interactive per Randstad USA rivela quali sono le sette cose che causano maggiori tensioni fra i colleghi.
Ecco la classifica:

 

1) Gossip e chiacchiere (il 60% degli intervistati)
2) Poca capacità di gestire il proprio tempo (54%)
3) Disordine negli spazi comuni (45%)
4) Odori troppo forti tra cui profumi, cibo, odore di fumo… (42%)
5) Rumori molesti come ad esempio suonerie di cellulari, urla… (41%)
6) Abuso di personal device mobili durante riunioni (28%)
7) Utilizzo scorretto delle e-mail (22%)

 

La pazienza ha un limite

Inizialmente si sopporta in silenzio ma a volte la sistuazione diventa insostenibile. E scattano le lamentele.
La maggior parte degli intervistati si rivolge direttamente al “colpevole”, soprattutto nel caso di suonerie fastidiose.
Quasi mai si chiede il sostegno del capo: capita in media nel 15% dei casi. Un comportamento esemplare o solo paura di vedersi lo stipendio dimezzato? Questo la ricerca non ce lo dice.

PANE E CARNE IN SALDO PER ARRIVARE A FINE MESE

Venerdì 4 Aprile 2008

 

Pane e carne a prezzi ribassati nell’ultima settimana del mese: è l’iniziativa di alcuni Comuni per aiutare chi deve stringere la cinghia prima di vedersi versato il nuovo stipendio.
Dopo Milano, anche Torino decide di aderire. L’assessore al Commercio ha già fissato un incontro con le associazioni di categoria e presto verranno fissati prezzi standard per alcuni prodotti alimentari di prima necessità.

(more…)

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