Twago: una risorsa per i freelance
Venerdì 23 Settembre 2011Tempi duri per il mercato del lavoro dove spesso la domanda e l’offerta non si incontrano in un punto d’equilibrio conveniente per entrambi. Le imprese sono sempre più orientate verso l’esternalizzazione di molte fasi della produzione e molte competenze vengono fatte gestire da terzi, a volte per mancanza di personale qualificato. Nel marasma di precari e freelancers, molti professionisti si dedicano al lavoro in solitaria attraverso collaborazioni più o meno sporadiche, più o meno durature. A tal proposito nel 2009 è nata una piattaforma che tenta di far incontrare domanda e offerta di lavoro in tutta Europa con la possibilità di registrarsi sia gratuitamente che a pagamento, a seconda della visibilità necessaria. Infatti in questo sito aziende e freelance possono postare i loro annunci, chiamati qui progetti, in una bacheca virtuale e ricevere o dare lavoro a soggetti di ogni parte del mondo. È stata una novità talmente assoluta per il web che alla sua nascita il sito venne nominato dal Financial Times Deutschland “startup della settimana” nella rubrica “mercato delle startup”.Già sono 100.000 gli esperti che ne hanno preso parte e dalla versione tedesca sono nate in meno di un anno quella inglese, italiana e infine ha fatto breccia nel mercato spagnolo.
Nel corso di questi due anni di vita Twago, questo il suo nome, ha anche migliorato il sistema di pagamento tra le parti coinvolte grazie al sistema Twago SafePay che gestisce un deposito di garanzia. In pratica non si paga il conto come in pizzeria, ovvero dopo aver usufruito del servizio di ristoro, ma l’azienda che richiede il servizio immette subito i soldi nel conto che verranno poi sbloccati e trasferiti al freelance solo a lavoro ultimato. Non rimane che provare per credere.





