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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Categoria 'il mondo del lavoro'

LAUREATI ITALIANI, PER GUADAGNARE ANDATE ALL’ESTERO

Mercoledì 16 Aprile 2008

 

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All’estero si guadagna di più e la laurea ha un riconoscimento maggiore rispetto all’Italia. È quanto emerge da uno studio di Almalaurea. A cinque anni dalla laurea il 4% dei laureati vive stabilmente all’estero e il 45% di loro non ha intenzione di tornare in patria. Quelli che invece rientrano, grazie alle esperienze maturate e alle conoscenze linguistiche, trovano un impiego molto più facimente.

 

Si emigra per paura di rimanere disoccupati

In fondo è proprio questo il motivo principale per cui si decide di trasferirsi: la mancanza di opportunità concrete in Italia.
Ed è un problema ormai comune a quasi tutte le facoltà. Ovviamente la maggior parte dei laureati trasferiti all’estero provengono da studi linguistici (11,2%), seguiti da ingegneri (5,5%) e dottori in aree umanistiche. Tra le mete più ambite, Inghilterra, Spagna, Francia e Stati Uniti.

 

I “coraggiosi” vengono premiati

La decisione di trasferirsi è sicuramente una scelta drastica ma decisamente conveniente. Dalla ricerca emerge che all’estero gli stipendi aumentano in media del 50%. Il caso più eclatante è quello dei laureati in ingegneria. Se qui a cinque anni dalla laurea in media guadagnano 1589 euro, all’estero ne prendono 2620. Cambia poco invece per i dottori delle facoltà umanistiche: 1116 euro in Italia contro i 1254 all’estero. C’è da dire però che è l’unica eccezione.

 

E i contratti?

Altra nota positiva è che fuori dall’Italia i neolaureati occupano comunque posizioni di rilievo. Il 18% di loro ha ruoli di quadro, dirigente o direttore mentre in Italia la percentuale è ferma all’8%. Per quanto riguarda la stabilizzazione dei contratti, vince l’Italia. Qui il 70% dei laureati, sempre a cinque anni dalla laurea, è uscito dal precariato mentre all’estero capita solo al 67,9% dei lavoratori. Se però consideriamo che oltreconfine c’è comunque una maggiore flessibilità lavorativa il dato non è così negativo. Insomma, da qualsiasi punto la si analizzi, la scelta di trasferirsi risulta sempre vincente.

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Fonte immagine: Circolo2Garbagnate

IL RISCATTO DEGLI ANNI DI LAUREA

Lunedì 7 Aprile 2008

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Dal 1 gennaio 2008 sono entrate in vigore nuove norme che agevolano chi fa domanda per il riscatto degli anni di università. Eppure sull’argomento continua ad esserci molta disinformazione. Proviamo a schiarirci le idee:

 

Chi può far domanda

Tutti coloro che hanno conseguito una laurea di qualsiasi tipo (triennale, specialistica, vecchio o nuovo ordinamento) ma anche titoli di studio equiparabili. Nello specifico si tratta di:
- lauree conseguite all’estero ma con validità legale in Italia
- lauree ecclesiastiche presso facoltà riconosciute dalla Santa Sede
- diplomi di specializzazione
- diplomi di laurea (della durata non inferiore ai 2 anni e non superiore ai 3)
- dottorati di ricerca (non inferiori ai 2 anni)

 

Quando si può far domanda

In qualsiasi momento purchè si sia in possesso dei seguenti requisiti:
- aver conseguito la laurea
- aver versato almeno un contributo settimanale all’Inps in qualunque momento della vita assicurativa

 

A chi rivolgersi e con quale documentazione

La domanda va presentata al proprio Ente di Previdenza e accompagnata da:
- certificato che attesti il titolo di studio
- il mod. 01M/sost. rilasciato dal datore di lavoro che attesta la retribuzione percepita al momento della domanda

 

Calcolo dell’importo

In generale è calcolato sulla base della retribuzione media pensionabile riferita alla data della domanda ed è deducibile fino a un massimo del 19%. È però possibile chiedere il riscatto ancor prima di iniziare a lavorare. In questo caso l’importo viene calcolato secondo parametri fissi che, tradotto in cifre, significa circa 4.560 euro per ogni anno di studi.

 

Le novità della normativa

Si tratta di somme considerevoli che fino all’anno scorso andavano pagate in un unica soluzione. Le nuove disposizioni prevedono invece che l’importo sia diluibile in 120 rate mensili (10 anni) e senza l’applicazione di alcun interesse. Attenzione però: la normativa è applicabile solo per coloro che abbiano presentato domanda dopo il 1 gennaio 2008.

COME PREPARARSI AL COLLOQUIO

Giovedì 3 Aprile 2008

Avete mandato una caterva di cv e ora finalmente iniziano a proporvi il fatidico colloquio conoscitivo. Qualcuno si è accorto di voi, siete sulla strada giusta per raggiungere il vostro obiettivo. Stop! Frenate l’entusiasmo, superato il primo step (l’invio del cv) ora vi tocca il secondo: la preparazione al colloquio. No, nessun rito propiziatorio, semplicemente cinque consigli per non sottovalutare nessun aspetto:

 

Gestite bene la telefonata

Segnatevi tutto

Documentatevi sul luogo di lavoro

Scegliete l’abbigliamento adatto

Siate puntuali

 

Se volete approfondire, Mr Job vi consiglia come rendervi irresistibili al colloquio!

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10 CONSIGLI PER UN CURRICULUM CHE VERRA’ LETTO

Mercoledì 26 Marzo 2008

 

 

 

   Mandatelo via mail

   Presentatevi

   Rileggete tutto

   Date il consenso per la privacy

   Leggete bene l’annuncio

   Attenzione al mittente

   Fatevi un promemoria

   Adattate presentazione e cv al contesto

   Non mentite

   Fate selezione

 

Se volete approfondire, Mr Job vi consiglia come dare al vostro cv una marcia in più!

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NUOVA CIRCOLARE PER (NON) CHIARIRE I DUBBI SULLE DIMISSIONI ONLINE

Mercoledì 26 Marzo 2008

Il Ministero del Lavoro ha cercato di chiarire in una Circolare del 25 marzo alcuni punti oscuri del procedimento di dimissioni online.
Cerchiamo di capirci qualcosa analizzando, punto per punto e in modo schematico, il contenuto del documento.

Il modulo online deve essere obbligariamente compilato:
in tutti i casi in cui il lavoratore (pubblico o privato) decida volontariamente di interrompere il contratto di lavoro prima del suo termine.

Non deve essere compilato in presenza di:
- risoluzione consensuale: sia il lavoratore che il datore di lavoro deciso in comune accordo di sciogliere il contratto di lavoro
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