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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Categoria 'nuovi mestieri'

Lavorare in banca è ormai impossibile?

Lunedì 21 Novembre 2011

Lavorare in banca è ancora oggi un sogno per molti diplomati e laureati, non solo in materie economiche. L’assunzione in banca viene infatti associata ad un posto sicuro e ben remunerato. In realtà negli ultimi anni molte cose sono cambiate.

 

Tempo fa la banca veniva associata ad un ente pubblico. Del resto prima delle liberalizzazioni degli anni ’90 le principali banche erano di diritto pubblico. La sicurezza e la stabilità lavorativa erano poi sempre garantite: chi entrava in banca poteva tranquillamente pensare di andare in pensione senza cambiare lavoro.

Oggi la banca è ancora un luogo di lavoro sicuro. Nonostante la crisi infatti è difficile pensare che una banca possa fallire, ma è anche vero che ci sono meno certezze rispetto al passato.

Trovare lavoro in banca è sempre più difficile. Le assunzioni avvengono con il contagocce e in genere riguardano posti di lavoro a tempo determinato e con contratto interinale. Esemplare il caso di Banca Intesa che ha lanciato un piano di assunzioni prevedendo stipendi di ingresso inferiori del 20% rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale.

Ma oggi il caso di Intesa sembra addirittura positivo. Quasi tutti i grossi gruppi bancari hanno annunciato piani per la riduzione del personale. Unicredit recentemente ha comunicato il taglio di circa 6.000 persone entro il 2015 (il 12% dei dipendenti). Anche alcune banche straniere come Barclays stanno licenziando e riducendo i loro piani espansionistici in Italia.

Se le grandi banche italiane e quelle straniere sono in arretramento, chi cerca lavoro può rivolgersi a quegli istituti che stanno crescendo. Mi riferisco in particolare alle banche online. Per esempio Che Banca oppure Ing Direct, quella del Conto Arancio, che recentemente ha annunciato un piano di apertura di 26 filiali entro la fine del 2012. Il personale che cercano queste società però è diverso dal tradizionale profilo del bancario. Cercano infatti persone con ottime capacità relazionali e di vendita. Del resto i loro prodotti sono talmente semplici che non richiedono particolari conoscenze economiche e finanziarie.

Intervista ad una “single coach”

Lunedì 24 Ottobre 2011

Mr. Job ha incontrato per voi Anna Maria Cebrelli, single coach di Parship.it ed esperta nell’ambito delle relazioni sentimentali e le ha posto qualche domanda, su questo lavoro così particolare.

Anna Maria, vuoi raccontare ai nostri lettori di cosa ti occupi nello specifico.

Sono la Love&Single Coach di PARSHIP.it, un importante servizio on line per single che cercano l’anima gemella. PARSHIP, tra l’altro, è l’unico ad offrire un servizio di coaching gratuito per gli incontri e le relazioni di tutti i suoi utenti. Significa che questa consulenza professionale è a disposizione non solo degli abbonati ma anche dei semplici iscritti.

Concretamente: sono a disposizione degli utenti che desiderano avere un confronto, un suggerimento, un aiuto nella loro ricerca del partner, per capire meglio i livelli di affinità che condividono con le varie persone proposte o, più specificamente, per ottimizzare l’uso di tutte le funzionalità del servizio. La consulenza è telefonica o per email.

Sei sempre a contatto con le persone e in particolare con uomini e donne che sono alla ricerca di un po’ di serenità a livello sentimentale, come li affronti? E quanto, se lo fanno, impattano sulla tua vita privata?

La serenità sentimentale non è “trovare l’anima gemella”, in primo luogo. L’amore non basta. E in fondo non è un problema che riguarda solo i single ma un po’ tutti, anche chi sta già in una relazione che sembra consolidata. Quello che cerco di fare – aldilà delle indicazioni pratiche dell’utilizzo di PARSHIP – è stare attivamente nell’ascolto, aiutando le persone a trovare la loro personale strada ed ad ottenere consapevolezza, nell’ottica naturalmente di raggiungere l’obiettivo che si sono prefissati: buoni incontri per trovare l’anima gemella.

Sulla mia vita privata non ci sono impatti, se non nel fatto – ma è un’osservazione più ampia – che avere tanti contatti ogni giorno mi restituisce un’immagine multidimensionale delle relazioni oggi, dei punti di vista degli uomini e di quelli delle donne, della difficoltà oggi del comunicare in modo autentico e dell’amare in modo profondo.

Ti piace il tuo lavoro? Intendo dire, la mattina ti svegli col sorriso prima di accendere il computer e ricevere telefonate?

Mi piace, mi piace! Non necessariamente la mattina mi sveglio con il sorriso e non sempre le cose che ascolto mi fanno sorridere o sono allegre ma sostenere le persone che lo desiderano nel loro cammino, in questo caso verso l’anima gemella; la consapevolezza di fare parte di una realtà che aiuta concretamente le persone ad essere più felici grazie ad un amore vero (il nostro è un servizio assolutamente serio e rivolto solo a persone libere, che quindi vogliono davvero una storia importante e duratura) sono sicuramente qualcosa che mi motiva fortemente, ogni giorno. Insomma, è un lavoro che faccio sempre molto volentieri e mi piace.

Come sei arrivata a svolgere questo lavoro? Quali studi hai intrapreso e quali corsi hai frequentato?

Per essere coach ci sono diversi corsi, alcuni seri e altri meno; io ho frequentato – a parte il percorso universitario di psicologia – un master. Ma – brevemente, per esempio - ho anche una formazione triennale in counseling, sono una naturopata ad indirizzo psicosomatico. Si potrebbe dire che sono una fan della “formazione continua”: mi piace approfondire in modo serio, integrare anche in modo trasversali le competenze, seguendo i miei interessi.

A che tipologia di persone consiglieresti questo mestiere? E cosa suggeriresti di fare per indirizzarle verso questa professione?

Tendo a non consigliare un mestiere: poiché diventa una parte importante della vita, è bene che ognuno faccia quel che sente veramente, al di là delle mode o delle convenienze. Semmai – come coach – potrei aiutare ad far emergere le proprie autentiche aspirazioni e desideri anche lavorativi…

Prima di lavorare con le persone ritengo fondamentale aver lavorato molto anche su di sé; e continuare a farlo, guardandosi con consapevolezza. Non è un lavoro per aspiranti guru, consiglieri, “maestrini”. L’altro aspetto è la formazione più tradizionale. Nello specifico, tecnicamente, per fare il coach non serve l’università (voglio dire che non è un prerequisito indispensabile) ma certamente una formazione e poi un training adeguato (le norme in Italia e nel mondo sono dettate dall’ICF), ovvero tanta esperienza, esercizio sul campo con supervisioni. Dal life coach si può passare al Love Coaching in modo più specifico sulla base dei propri interessi: per quello che offre il mercato, offrendo le proprie consulenze ai privati come libero professionista.

Ti ringraziamo per la tua disponibilità, i nostri lettori ne saranno contenti! Buona giornata e buon lavoro!

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NUOVI MESTIERI: IL VIRTUAL COMMUNITY MANAGER

Martedì 1 Aprile 2008

 

Cosa fa?

Progetta le comunità virtuali del Web e coordina le loro attività.

 

Nello specifico:

- valuta le esigenze del committente e crea una comunità virtuale ad hoc.
- svolge il ruolo di animatore della Community, gestendo gli utenti
- decide quali sono le modalità di aggregazione, le regole da rispettare, i mezzi
- monitora il successo della community analizzando i dati di accesso e facendo sondaggi
(more…)

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NUOVI MESTIERI: L’ACCOMPAGNATORE TURISTICO ONLINE

Giovedì 20 Marzo 2008

 

Cosa fa?

Gestisce un proprio sito internet in cui propone tour e viaggi in Italia e all’estero.

 

Non è una guida turistica tradizionale

L’accompagnatore turistico online è spesso un lavoratore autonomo e si appoggia alle agenzie di viaggio solitamente solo per la prenotazione di voli e alberghi.Rispetto alle tradizionali guide turistiche, sceglie personalmente gli itinerari da proporre e li presenta su un sito internet che lui stesso gestisce.

 

La passione per i viaggi non basta

Oltre ad una conoscenza approfondita del territorio nazionale e straniero, l’accompagnatore turistico online deve ovviamente conoscere anche le nuove tecnologie. Un sito accattivante è il punto di partenza fondamentale per avviare l’attività ma a questo devono aggiungersi anche la capacità di promuovere il proprio servizio attraverso internet e il semplice passaparola.

 

Bisogna superare un esame

Esattamente come per gli accompagnatori, per praticare la professione, bisogna superare un esame regionale in cui sono richiesti un dilpoma di scuola secondaria e la conoscenza di almeno una lingua straniera. Gli sbocchi professionali sono buoni ma le possibilità di riuscita dipendono molto dalle proprie capacità.Chi è in grado di offrire un buon servizio e di allargare costantemente il giro di clienti potrà arrivare a gestire un’agenzia di viaggi alternativi e ricavarne buoni fatturati.

 

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Fonte immagine: Novecentino

Offerte vacanze hotel Firenze

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NUOVI MESTIERI: LA VIGILATRICE D’INFANZIA

Lunedì 17 Marzo 2008

 

Svolge in sostanza gli stessi compiti di un infermiere professionista ma si occupa esclusivamente di bambini. Lavora all’interno di strutture sanitarie pubbliche o private, ospedaliare o extra-ospedaliere (ad esempio in consultori, asili-nido, centri di riabilitazione) ma può svolgere la mansione anche autonomamente in qualità di libero professionista.

Nello specifico, i compiti della vigilatrice di infanzia consistono nella somministrazione dei medicinali e degli alimenti, nelle medicazioni, nel rilevamento delle condizioni del bambino e nella preparazione a eventuali esami.

Chi volesse intraprerendere questo percorso deve conseguire una laurea triennale in discipline infermieristiche e svolgere il tirocinio formativo previsto nel corso di studi. Al termine dei tre anni è possibile continuare gli studi iscrivendosi ad un corso di specializzazione oppure, esercitare la professione previa obbligatoria iscrizione all’Albo tenuto nei collegi provinciali. Per essere assunti all’interno di una ASL o comunque per diventare un lavoratore dipendente pubblico, l’unica possibilità è accedere tramite il superamento di un corcorso.

Il ruolo della vigilatrice di infanzia ha ottenuto un riconoscimento sempre maggiore tanto da essere recentemente equiparato a quello di infermiere pediatrico. Inoltre, come nella maggior parte delle professioni infermieristiche, le opportunità di occupazione sono elevate e anche le possibilità di carriera non mancano. Se si sviluppano conoscenze tecniche specifiche, si può aspirare al ruolo di caposala con una funzione di coordinamento dell’intero reparto; e comunque svolgendo assistenza domiciliare è possibile implementare la paga che parte da una base di circa 1100 euro lordi.

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Fonte immagine: Alessandro Pinna

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