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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Categoria 'nuovi mestieri'

NUOVI MESTIERI: IL PROMOTER TURISTICO

Mercoledì 12 Marzo 2008

È l’intermediario tra l’agenzia di viaggio e l’azienda per cui lavora e il suo compito principale è vendere pacchetti turistici alle agenzie. Lavora solitamente per grandi tour operator oppure per le compagnie aeree: nello specifico, deve gestire i contatti, fissare appuntamenti di consulenza e manetenere con loro rapporti continuativi. Lo scopo è proporre i cataloghi della propria azienda, le offerte promozionali, le tariffe e le eventuali convenzioni commerciali.

Solitamente riferisce direttamente alla direzione marketing dell’azienda per cui lavora e questo rende la sua professione importante: trovandosi costantemente a contatto con le singole agenzie, il promoter turistico può valutare quali sono le strategie di vendita migliori, le campagne di comunicazione che possono avere più successo e quali sono le tendenze generali del mercato.

Per svolgere la professione è preferibile possedere un diploma di perito turistico o una laurea breve nel settore ma comunque il percorso formativo non è vincolante, potrebbe bastare anche un generico dilpoma di scuola superiore. Però, occorrono doti caratteriali e interessi da cui non si può prescindere: bisogna possedere una forte attitudine alla vendita, una buona dialettica, capacità di ascolto e ovviamente una conoscenza del settore turistico e dei prodotti proposti. Le competenze tecniche devono inoltre essere costantemente ampliate con corsi di aggiornamento continui.

Gli orari del promoter turistico sono molto flessibili e solitamente il contratto che li lega all’azienda per cui lavorano è di carattere colaborativo e autonomo. Al momento il mercato delle agenzie turistiche è molto frammentato, ma se la tendenza dovesse essere quella della creazione di una realtà più omogenea, rappresentata da grandi catene leader del settore, è probabile che anche il ruolo del promoter turistico cambi e si evolva. Non sarà più un venditore “porta a porta” ma un dipendente che si occuperà di negoziazione commerciale a livello di rete più globale.

 

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E-COMMERCE: A CACCIA DEL RISPARMIO VERO E POSSIBILE

Martedì 11 Marzo 2008

Secondo un’indagine statistica condotta dalla Research International e commissionata dallo stesso eBay, in Italia eBay è diventata la fonte di reddito primaria per circa 16.500 italiani. Ciò significa che anche nel nostro Paese il commercio online sta crescendo e sempre più imprese e privati si affidano alla Rete per i propri acquisti. A confermare questa tendenza è anche la crescita di siti di e-commerce alternativi. Si tratta di portali che non sfruttano la logica dell’asta online ma vendono comunque i propri prodotti a prezzi convenienti. Un esempio recente è rappresentato senza dubbio da BuyVip, una sorta di club di acquisti privati che offre le migliori marche scontate dal 30 al 70% rispetto ai prezzi di listino. Si tratta di una forma di e-commerce più selettiva e, probabilmente, che offre maggiori garanzie di qualità: per poter accedere al catalogo e fare acquisti, è necessario solamente registrarsi, naturalmente in modo gratuito e ricevendo un bonus di 12€ da spendere per il primo acquisto. Dopo la registrazione, si potrà accedere da subito alle varie campagne di vendita presenti ed anche ricevere sulla mail le nuove campagne, che cambiano ogni 2-4 giorni.La scelta dei prodotti è molto vasta: si va dall’abbigliamento alle attrezzature per lo sport, ma anche accessori, articoli per la casa, prodotti di elettronica e cosmetici. Non essendoci un’asta, inoltre, non occorre seguire l’evolversi della situazione: si sceglie, si compra, si aspetta che la merce acquistata arrivi a casa. BuyVip è stato fondato nel 2005 con sede a Madrid, è uno dei precursori di queste nuove logiche di vendita. Non alternative a e-bay, dunque, ma uno store on line, che permette ai consumatori più attenti e dinamici di risparmiare, in fondo in modo semplice.Per completezza di informazione, inseriamo il link per accedere e registrarsi su BuyVip

Mr Job

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NUOVI MESTIERI: L’OPERATORE CULTURALE

Lunedì 10 Marzo 2008

Negli ultimi anni in diverse città è possibile iscriversi a corsi di specializzazione per diventare operatori multiculturali, figura professionale nota anche come mediatore culturale.

Ma di cosa si occupa in concreto questa nuova figura professionale?

Il suo compito consiste principalmente nel favorire l’integrazione tra persone appartenenti a culture diverse. Lo scopo è duplice: supportare l’immigrato appena giunto in Italia diventando una sorta di punto di riferimento e, allo stesso tempo, favorire l’accettazione dello straniero da parte del paese ospitante aiutando ad esempio i datori di lavoro nel gestire risorse provenienti da aree geografiche differenti ed inserirle ed integrarle nella comunità locale.

Oltre ad una conoscenza basilare dell’area linguistica degli immigrati, occorrono quindi competenze tecniche specifiche. I mediatori culturali sono esperti di tecniche di comunicazione e degli strumenti più efficaci per diffonderle; conoscono le realtà di appartenza dello straniero (usi, costumi, tradizioni…) ma anche il contesto in cui l’immigrato si inserirà. Questo comprende ad esempio la conoscenza della legislazione italiana in materia di immigrazione, l’offerta nazionale di servizi di assistenza, sanitari, scolastici rivolti agli immigrati e delle opportunità lavorative presenti sul territorio.

In concreto l’operatore mutliculturale offre una prima accoglienza per l’immigrato fornendogli indirizzi utili per muovere i primi passi nella nuova realtà. Lo seguirà quindi nelle varie fasi di inserimento facilitandolo ad esempio nella ricerca di un lavoro o nell’usufruire dei servizi offerti dalla città di residenza.

Quella del mediatore culturale è certamente una professione emergente e destinata a una rapida crescita all’interno di una società sempre più multetnica. È quindi importante che il suo ruolo ottenga un riconoscimento ufficiale ma anche che chi decide di intraprendere questa nuova professione lo faccia spinto da motivazioni forti, da un reale interesse per le diversità e da una paziente capacità di ascolto e di risoluzione dei problemi più disparati.

Inoltre, indica chiaramente la fase di cambiamento profondo del territorio italiano ed in particolare delle grandi città: rendere quella che prima era un’attività delegata al volontariato ed alle associazioni una vera e propria professione, con studi e competenze, è un passo avanti in una società che deve imparare a convivere e pensare in maniera globale.

Mr Job

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NUOVI MESTIERI: LO STEWARD (INTERVISTA)

Martedì 4 Marzo 2008

Steward al lavoro

 

Si chiama Davide. In settimana lavora. Sabato e domenica anche: fa lo steward allo stadio.
Lo abbiamo incontrato, per fare due chiacchiere con lui…

 

Ciao Davide, dicci innanzitutto chi sei: studi? Quanti anni hai?

Ciao! Sono principalmente un appassionato di calcio (do prova della mia bravura sui campi da calcetto!) Diciamo che ero studente fino a un mesetto fa (poi x fortuna è arrivata la laurea) e ho quasi 25 anni..a dire il vero la maggior parte di noi steward sono studenti universitari, forse anche perché questo è un lavoro che occupa solamente la domenica e quindi si concilia perfettamente con gli impegni di studio. (more…)

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I “COLLABORATORI”: CHI SONO, COSA FANNO

Martedì 4 Marzo 2008

Qualche mese fa sono stati presentati i risultati di un’analisi sui cosiddetti “collaboratori”, possessori di partita IVA, che sono in rapido aumento e in tutta la penisola.
Età media tra i trenta ed i quarant’anni, non appartengono a nessun albo professionale in particolare e nella gran parte dei casi (più dei 2/3) possiedono come titolo di studio una laurea.
Diversamente rispetto a quello che capita molto spesso per i giovani laureati, svolgono professioni attinenti al titolo di studio e svolgono professioni di medio o alto profilo. Tuttavia, alcuni non raggiungono la famosa cifra di 1000€ alla fine del mese; rispetto al contesto di vita, un buon numero dei collaboratori vivono a casa con i genitori e non hanno figli… La maggior parte di essi non ha deciso di aprire una partita IVA, ma è invece stato “costretto” dal committente, che ha offerto solamente contratti di collaborazione.
Un identikit per certi versi inaspettato, che si inserisce in un contesto generale di difficoltà ad inserirsi in maniera stabile all’interno del mondo del lavoro: adulti, laureati, senza figli e senza autonomia familiare. E’ pressappoco questo, il profilo che questa ricerca presenta.

Mr. Job

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