CO.CO.PRO: QUANDO È LEGALE E QUANDO NON LO È
6 Maggio 2008

Il contratto a progetto è un contratto di lavoro regolare, riformato dalla Legge Biagi e ormai utilizzato da sempre più aziende. Il motivo è semplice: in questo modo il datore di lavoro paga meno contributi ai dipendenti, non è vincolato da durate contrattuali eccessive e comunque ha meno vincoli rispetto a un contratto stabile. Ed è proprio qui il cuore del problema. Visti i vantaggi economici, molte aziende abusano dei co.co.pro e li applicano anche quando non sarebbe legale.
Cosa dice la legge
La normativa al riguardo è chiara. Un contratto a progetto è valido quando regolamenta una forma di lavoro autonomo. Nello specifico, come dice la parola stessa, presuppone l’esistenza di un progetto, definito e concreto: il lavoratore è vincolato a questo ed è tenuto a produrre risultati concreti entro i termini contrattuali.
Diventa irregolare quando…
Far passare come progetto la regolare attività dell’azienda invece è un sotterfugio comune e troppo spesso usato dai datori. In questo caso i lavoratori con contratti co.co.pro diventano nella pratica dei “normali” dipendenti e viene meno quella che dovrebbe essere una garanzia dei lavoratori a progetto, l’autonomia rispetto all’azienda. Inoltre, come abbiamo detto, un contratto co.co.pro è finalizzato alla realizzazione di un progetto e la retribuzione deve avvenire al reggiungimento di questo. In pratica la legge dice che, a differenza di un dipendente stabile, un lavoratore a progetto non deve essere pagato in base alle ore di lavoro ma in base al raggiungimento del risultato prefissato. Però, quando i co.co.pro diventano un’alternativa vantaggiosa a un contratto dipendente, anche questo aspetto viene meno.
Lavori incompatibili con i co.co.pro
Esistono poi delle mansioni che, per natura, sono del tutto incompatibili con una collaborazione a progetto. Il Ministero del lavoro ha infatti creato una sorta di “lista nera” dei lavori che non possono rientrare nei co.co.pro. Eccoli nel dettaglio:
- addetti call center inbound
- addetti alle agenzie ippiche
- addetti alle pulizie
- agricoltori
- autisti e autotrasportatori
- baby sitter
- badanti
- baristi
- camerieri
- commessi
- custodi e portieri
- distributori di lenchi, riviste, bollette…
- estetiste
- facchini
- istruttori di autoscuola
- letturisti di contatori
- manutentori
- muratori
- parrucchieri
- piloti e assistenti di volo
- segretarie
- videoterminalisti
Intensificati i controlli
Putroppo le collaborazioni a progetto si sono trasformate spesso in sinonimo di precariato perchè comunque non garantiscono alcun tipo di stabilità per i lavoratori. Per arginare il fenomeno sono stati intensificati i controlli da parte degli ispettorati del lavoro e sono state inasprite le sanzioni che, in caso di inadempimenti, sono decisamente gravose. I datori di lavoro possono comunque approffittare dell’ultima Finanziaria per regolarizzare i lavoratori e assumerli come dipendenti.
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Fonte immagine: Linutile









15 Maggio 2008 alle 20:46
speriamo io lavoro con un contratto a progetto da tre anni presso un agenzia ippica….niente ferie ne malattia e’ scandaloso….ma che progetto realizziamo?
20 Maggio 2008 alle 15:37
e un responsabile della sicurezza?? secondo voi è incompatibile con i co.co.pro?
22 Maggio 2008 alle 14:18
Ciao Tricia e ciao Patrizia.
Anche le vostre rientrano nelle situazioni al limite della legalità. Per quanto riguarda i dipendenti delle agenzie ippiche, per legge, la mansione non dovrebbe prevedere contratti a progetto. I responsabili della sicurezza non compaiono nella lista redatta dal Ministero del Lavoro ma in effetti non è ben chiaro per quale progetto siano stati assunti. O meglio: i datori di lavoro continuano a far passare per progetto quello che in realtà è il lavoro di tutti i giorni e fingono di confondere le normali mansioni o “scadenze” lavorative con progetti a termine. E’ sempre lo stesso problema: le leggi ci sono ma sono mal applicate e soprattutto si lascia che ognuno le interpreti a suo modo.
Quello che possiamo e dobbiamo assolutamente continuare a fare è far sentire la voce dei lavoratori precari, denunciare le situazioni-limite e lottare perchè i diritti dei lavoratori vengano rispettati. Ecco perchè i vostri commenti sono estremamente importanti.
Grazie per averci scritto, tornate a visitarci presto.
MrJob
22 Maggio 2008 alle 20:16
Ciao, anche io ho un contratto co.co.pro. a scadenza. Cerco qualcuno che mi dia delle risposte perchè sono 2 anni che tra stage e contratti lavoro in un ufficio pubblico ma adesso credo non mi possano rinnovare il contratto… almeno da quanto ho capito …. ho una laurea triennale ed un master di 3 mesi. Vorrei sapere se possono farmi un contratto ex-novo…. Sai a chi mi posso rivolgere per spiegare tutta la mia situazione ed avere risposte certe?
Grazie
26 Maggio 2008 alle 14:28
Ciao Cà,
purtroppo la legge nn pone limiti al numero di rinnovo di contratti a progetto. Ovviamente però ogni caso va valutato individualmente. Per questo ti consiglio di rivolgerti al Centro per l’Impiego della tua zona. Lì potrai esporre la tua situazione e avere tutti i chiarimenti che desideri.
Grazie per averci scritto e a presto,
Mister Job
28 Maggio 2008 alle 21:15
Vorrei sapere se i call center dei recupero crediti possono rientrare nei co.co.pro!!
30 Maggio 2008 alle 16:10
Ciao Pà,
l’attività di recupero crediti rientra tra i call center outbound e quindi non fa parte della “lista nera” stilata dal Ministero del Lavoro. In questo caso, per legge, un contratto co.co.pro. è compatibile con il tipo di attività svolta.
Torna a visitarci, a presto
Mr Job
1 Giugno 2008 alle 18:19
io ho lavorato per 5 mesi come autista presso un corriere espresso assunto però da una ditta, definiamola di subappalto….facevo 14-15 ore al giorno per pocopiù di 1100 € dopo che mi sono licenziato non mi hanno saldato nemmeno l’ultima busta paga
potete aiutarmi indicandomi a chi potrei rivolgermi? visto che non confido più nei sindacati?
Help…..
Vivo nella provincia di venezia
9 Giugno 2008 alle 09:48
ciao, io al momento sono co.co.pro ma il contratto scadrà a metà giugno..mi hanno sempre pagata a fine mese secondo le giornate lavorate..e adesso finito questo “contratto” mi faranno un contratto a termine di due settimane…mi sento leggermente presa per il naso..ho ragione di esserlo?non faccio un’attività rilevata nell’elenco previsto dalla normativa…
9 Giugno 2008 alle 10:04
Ciao Moma,
hai certamente ragione nel sentirti presa in giro. Il fatto è che stipulrare contratti a termine e della durata anche solo di due settimane, per quanto possa sembrare assurdo, a livello legislativo è corretto. Esistono infatti moltissime forme contrattuali e questo consente al datore di lavoro di scegliere quella per lui più conveniente, nel totale rispetto della legge. Anzi, il problema è proprio questo: sono anche le norme in vigore (e talvolta la mancata applicazione delle stesse) a legittimare il precariato e a far sì che il numero di lavoratori atipici cresca continuamente.
Non posso fare altro che augurarti di trovare presto un impiego più stabile e un datore di lavoro più corretto. Grazie per averci scritto,
Mr Job
11 Giugno 2008 alle 10:45
Salve. Io sono un neo ingegnere con laurea specialistica.
Il problema è che il contratto a progetto è un sotterfugio per le aziende…a me ne hanno fatto uno di 9 mesi (scade a dicembre) e alla fine mi hanno promesso un contratto a termine di due anni che poi verrà sostituito da uno a tempo indeterminato. Se mantengono le promesse potrò prendere un mutuo nel 2011…e se le mantengono, ma l’aria non è questa. La cosa squallida è che il tutto è legale e sono coperti dalle leggi.
C’è gente qui dentro che ha contratti a progetto da 2 anni o ragazzi che hanno contratti a progetto che gli vengono rinnovati di mese in mese. E sono tutti ingegneri o commercialisti.
Ora in un’altra azienda mi hanno offerto un contratto a 18 mesi con un 4 livello metalmeccanico che alla fine diventerà a tempo indeterminato. Credo di accettare…
12 Giugno 2008 alle 14:42
Purtoppo esistono tantissime realtà che vanno avanti con contratti a progetto che assicurano un grande risparmio ai datori di lavoro. Per non parlare degli stage per i quali il rimborso spese è a discrezione dell’azienda. Come dicevi tu Francesca, sono tutti sotterfugi applicati dalle aziende e con il tacito assenso della legislazione italiana. E, come dimostrano anche recenti indagini Istat, una delle categorie più colpite è proprio quella dei neolaureati.
Francesca, ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo lavoro e ti auguro di ottenere presto quello che sembra ormai un miraggio: un contratto a tempo indeterminato.
Grazie per averci scritto,
Mr Job
13 Giugno 2008 alle 16:27
ho letto tutti i commenti e le risposte…ma è proprio così legale fare contratti co co pro di una durata così lunga ?? credevo dovessero avere una durata max annuale e poi dovessero sboccare in un contratto a tempo indeterminato !!
ciao
14 Giugno 2008 alle 00:03
grazie per la citazione della paternità dell’immagine, una sola rettifica il nome del sito è senza apostrofo, sembra un vezzo ma ha forti significati nascosti.
A presto
Linutile
16 Giugno 2008 alle 12:03
Grazie a te e scusa per l’imprecisione. Abbiamo corretto… però ti confesso che i “significati nascosti” di cui parli ci hanno messo parecchia curiosità. Ma vogliamo essere discreti e quindi non insisteremo!
Ciao,
MrJob
16 Giugno 2008 alle 12:24
Ciao Sergio,
purtroppo la legge parla chiaro: il decreto legislativo 276/03 non prevede una durata massima del contratto a progetto e neppure un limite di successioni di contratti.
Per maggiori informazioni, ti consiglio di leggere questa pagina.
Un saluto e grazie per averci scritto,
Mister Job
15 Luglio 2008 alle 18:24
sono un cocopro muratore,mi pagano regolarmente e svolgo il mio lavoro come dio vuole.nn capisco il motivo che gli ispettori del lavoro nn ritengano valido questo contratto.a me sta bene in questa maniera nn voglio diventare subbordinato(dipendente a tempo indeterminato),voglio e ritengo che se una persona vuole avere un contratto cocopro abbia la possibilità di rimanere cocopro e nn debbano scegliere gli ispettori di cambiare il rapporto che a me sta bene.ciao e che mi rispondano anche altri
21 Luglio 2008 alle 01:08
Salve a tutti!!
Io avrei un problema del genere
sono straniero e sono artigiano lavoro come verniciatore navale nei vari cantieri
e ho assunto 8 ragazzi con contratto co.co.pro non sapendo neanche di cosa si tratta, ha fatto tutto il commercialista, ora e passato un anno da quando lavoro cosi con gli stipendi regolari le tasse pagate ( 160 euro a persona/mese) , in fine mi arriva una lettera dal INPS dicendo ke io devo pagare 24,850 euro di tasse e penalita, perche i mei dipendenti dovevano essere assunti come lavoratori subordinati.
io sono un verniciatore ed il mio lavoro loso fare bene, ma nei contratti non ci kapisco nulla.
quindi chi e che deve rispondere io oppure il commercialista???
perche se io venivo dal commercialista e lui mi diceva che io devo assumere questi ragazzi come subordinati allora li assumevo cosi. quindi in questo caso e lui che non sa svolgere il suo lavoro e compito.
AIUTO!!!
21 Luglio 2008 alle 08:25
Caro Gianni,
capisco il tuo punto di vista ma il compito degli ispettori è proprio quello di tutelare i lavoratori e garantire che i loro diritti siano rispettati. Probabilmente nel tuo caso il contratto a progetto è ben applicato e per questo non ti senti “sfruttato” o “preso in giro” dal tuo datore di lavoro. Però ci sono tanti lavoratori a progetto che sanno benissimo di svolgere mansioni che prevederebbero 1 contratto più stabile e che si sentono poco tutelati nell’essere dei “co.co.pro.”
Insomma, il ruolo degli ispettori è fondamentale per garantire la giusta applicazione delle leggi e se dovessero mai imporre al tuo datore di lavoro un’altra forma di contratto per i suoi collaboratori, questa sarebbe di sicuro a tuo vantaggio.
Grazie per averci scritto,
Mr Job
21 Luglio 2008 alle 08:34
Caro Gregory,
nel tuo caso probabilmente ha sbagliato il tuo commercialista che scegliendo i contratti a progetto, ha trovato un modo (a quanto pare, poco legale) per garantire un cospicuo risparmio alla tua azienda.
Però dimostrare che tu non fossi consapevole dei rischi che correvi e dell’illegalità dell’applicazione contrattuale, non è semplice. E comunque in questi casi, il primo a dover rispondere dell’irregolarità è sempre il datore di lavoro.
Ti auguro che le cose possano risolversi per il meglio,
un saluto,
Mr Job
22 Luglio 2008 alle 10:19
Lavoro da tre anni in un centro di formazione professionale con un contratto co.co.pro come docente. Oltre a realizzare il mio “progetto” nel quale mi venivano affidate le ore da svolgere con annesso l’orario (alla faccia dell’autonomia), l’anno scorso ho pure supplito un mio collega, mi hanno dato il suo orario e per un mese salterelavo da un aula all’altra secondo le ore prestabilite dalla scuola. Quest’anno anno assunto a tempo indeterminato 2 persone con la mia stessa mansione: “docente di informatica”.
Secondo voi ci sono gli estremi per dimostrare che il mio lavoro è subordinato?
Grazie
22 Luglio 2008 alle 10:20
p.s. è saltata una “h”
23 Luglio 2008 alle 08:35
Cara Laura,
un contratto a progetto dovrebbe prevedere una piena autonomia nella gestione degli orari e nell’organizzazione del lavoro. Uso il condizionale perchè molte volte non è così. E da quanto scrivi, anche tu rientri in uno dei sempre più diffusi casi di applicazione irregolare del co.co.pro. Lo conferma anche il fatto che siano state assunte a tempo indeterminato due persone che svolgono la tua stessa mansione.
Ti consiglio quindi di rivolgerti presso un consulente del lavoro che sappia darti indicazioni precise sulla tua situazione e eventualmente su come muoverti per far valere i tuoi diritti.
Spero si risolva tutto per il meglio,
ti faccio un grosso “in bocca al lupo”,
Mr Job
28 Luglio 2008 alle 11:10
Ho lavorato per un anno come tecnico (customer care) informatico, avevo macchina aziendale e 1500 euro mensili. Tali condizioni sono compatili con i contratti co.co.pro?
29 Luglio 2008 alle 08:41
Caro Antonio,
da quanto ci scrivi, le tue mansioni sembrano compatibili con un contratto a progetto. Per quanto riguarda la retribuzione, nel caso dei co.co.pto, questa è a discrezione del datore di lavoro e non esiste alcun tipo di limite, nè per quanto riguarda la paga massima, nè per quanto riguarda il minimo sindacale.
Se però vuoi informazioni più dettagliate ti consigliamo di rivolgerti ad un ufficio competente o presso consulenti del lavoro.
Grazie per averci scritto,
Mr Job
29 Luglio 2008 alle 10:54
Salve,
Vorrei sapere se con un contratto a progetto devo provvedere a compilare, ormai l’anno prossimo, la dichiarazaione dei redditi?
Qual è la somma minima che devo percepire nell’anno?
Grazie mille,
Valentina
30 Luglio 2008 alle 19:54
Ciao a tutti
Io ho lavorato per 4 anni presso una onlus i city angels di milano. Nel 2005 tramite progetto con la Provincia di Milano mi hanno spostato allo sportello infopoint dell,idroscalo. Orari dalle 09 del mattino alle 17 in inverno e dalle 09 alle 18 in estate con l,obbligo da parte dei due responsabili di restare anche fino alle 24 in caso di manifestazioni o concerti.
Ci era imposto da parte della provincia di. Firmare entrata pausa e fine servizio su un foglio con il logo della provincia che doveva essere poi controfirmato da uno dei dipendenti in servizio.
Alla responsabile dei city angels ho fatto notare varie volte queste richieste ma non e mai intervenuta.
Cosa consugliate?
31 Luglio 2008 alle 08:45
Caro Walter,
un contratto a progetto non dovrebbe prevedere vincoli di orario e dovrebbe essere collegato a un progetto, non a mansioni ordinarie. Quindi, da quanto ci dici, il tuo contratto potrebbe rientrare facilmente in una delle tante applicazioni illegali dei co.co.pro. Però, come spesso abbiamo ripetuto, ogni situazione è un caso particolare. Per questo il nostro consiglio è quello di rivolgerti presso un con consulente del lavoro che saprà darti indicazioni più precise.
Grazie per averci scritto,
Mr Job
16 Agosto 2008 alle 09:12
Buongiorno, ho un domandone…
Io lavoro in un centro di servizi per il turismo, svolgo mansioni che vanno dalle pulizie degli uffici, alla manutenzione dei PC (per la quale in teoria dovrebbe esserci un tecnico), alla vendita di gite e escursioni, allo svolgimento del servizio informazioni e mi occupo anche della gestione dell’internet point (vendita delle schede per la navigazione). Inoltre mi occupo anche delle prenotazioni per tutti i servizi offerti.
Mi corregga se sbaglio, ma non credo di rientrare nella formula del contratto co.co.pro. visto anche il fatto che non c’è un progetto da concludere se non piuttosto un’impresa (medio piccola) da mandare avanti.
Ora ho qualche quesito e spero mi possiate aiutare, qualche premessa:
1) Ho un orario fisso da rispettare (che tra l’altro è di minimo 8 ore e mezza al giorno);
2) Raramente ho una mattina libera, del giorno libero non se ne parla proprio;
3) Le mie mansioni esulano ampliamente da quelle, seppur molto vaghe, citate nel contratto;
4) Di recente mi è stato chiesto un certificato medico per giustificare un’assenza a causa di una mia indisposizione.
Dunque, i quesiti sono due: le sembra una situazione regolare o anche solo al limite della regolarità?
Come dovrei comportarmi rispetto alla richiesta di un certificato medico che, a quanto mi risulti è totalmente illegittima?
Come dovrei comportarmi, in generale di fronte alla situazione sviluppatasi? Andare dritto e spedito all’ispettorato del lavoro?
Poi mi interesserebbe sapere qual’è il salario minimo sindacale [orario] (e magari anche l’orario lavorativo) di una persona che svolga grossomodo le mie stesse mansioni.
Attendo con interesse una vostra risposta.
Grazie,
Giuliano.
Grazie.
18 Agosto 2008 alle 13:08
ciao a tutti,
lavoro da cinque anni per un’amministrazione pubblica con contratti di co.co.co. di cui l’utimo è scaduto in luglio e il nuovo dovrebbe partire in settembre.
Sono preoccupato per l’avvio del nuovo contratto perchè non so se il limite dei tre anni nell’ultimo quinquennio (decreto “Brunetta” art.49 comma 3 del d.l. 112 25/6/2008) si applica anche se la tipologia dei contratti è sempre la stessa come nel mio caso (co.co.co).
Grazie della risposta
Enrico