CONTRATTI A PROGETTO: E SE ARRIVANO GLI ISPETTORI DEL LAVORO?
17 Giugno 2008

Immaginiamo una situazione molto diffusa.
Sei un lavoratore a progetto ma sai benissimo di essere ai limiti della legalità. Tante volte hai sperato nell’arrivo improvviso di un controllo da parte degli ispettori di vigilanza. “Voglio vedere la faccia del capo”- ti sei detto. Poi però, superato l’entusiamo iniziale, ecco che arrivano i dubbi: “Quali conseguenze possono avere questi controlli? E soprattutto, quali conseguenze hanno sui singoli lavoratori?”
Vediamo di capirci qualcosa di più
Una recente Circolare del Ministero del Lavoro (datata 29 gennaio 2008), destinata agli Organi di Vigilanza, ha definito quali sono i parametri che devono seguire i contratti a progetto e ha stabilito quali sono i casi in cui gli ispettori possono e devono intervenire.
Eccoli punto per punto:
Oggetto del contratto
Deve essere specificato per iscritto, ben definito e non può coincidere con la totale attività dell’azienda. In pratica, se siete lavoratori a progetto dovete svolgere una mansione accessoria (e non indispensabile) per l’azienda. sennò che progetto è?
Contratto in forma scritta
Gli antichi latini lo dicevano sempre: Verba volant, scripta manent. Per farla breve: un contratto a progetto è valido se viene scritto. La scappatoia per un datore “smemorato” che dimentica di definire per iscritto il contratto, è dimostrare in sede giudiziaria, la natura autonoma del rapporto di lavoro in questione.
Tipo di prestazione
Se è un progetto, si presuppone che il lavoratore ne segua tutte le fasi, dalla nascita al raggiungimento degli obiettivi. Di fronte ad un lavoratore a progetto che svolge mansioni ripetitive e elementari, è normale quindi che l’ispettore si insospettisca. Anche per questo è stata creata una “lista nera” delle mansioni incompatibili con i lavori a progetto.
Autonomia del lavoratore
Il lavoratore a progetto deve essere autonomo, nelle scelte e nello svolgimento della prestazione. Altrimenti si chiamerebbe dipendente. Il datore di lavoro non deve quindi esercitare in alcun modo un potere disciplinare sui propri collaboratori.
Compenso legato all’obiettivo
Il concetto è: se porti a compimento un progetto, vieni pagato. Altrimenti no. O meglio, in questo caso è a discrezione del datore.
Proroghe ingiustificate
Se il contratto viene rinnovato ma il progetto rimane praticamente identico, ci sono buone ragioni per pensare che di vero progetto non si tratti. Anzi, il sospetto è che sotto ci sia il tocco magico di un capo che ha preferito trasformare un banale contratto a tempo determinato in un ben più economico contratto a progetto.
Rispetto delle normative previdenziali.
Il datore deve garantire il rispetto della normativa previdenziale e assistenziale. Nello specifico, il lavoratore deve fare domanda di iscrizione alla Gestione separata Inps; il datore di lavoro deve inviare la denuncia nominativa all’Inail e provvedere alla registrazione sul libro di matricola.
I dubbi di MrJob
La considerazione è sempre la stessa: le normative ci sono, l’intento di frenare la speculazione di un contratto a progetto mal applicato anche; ma anche questa circolare, pur definendo punto per punto i vari aspetti del contratto, si presta a libere interpretazioni. Ad esempio: è così semplice dimostrare che un lavoratore pur essendo sulla carta a progetto e quindi autonomo, di autonomia ne ha ben poca? O che ciò che sta seguendo non è un progetto ma sono i vari progetti per cui l’azienda vive? Libero spazio a tutte le vostre risposte e riflessioni.
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Fonte immagine: leadminingmuseum











