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IL RISCATTO DEGLI ANNI DI LAUREA

7 Aprile 2008

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Dal 1 gennaio 2008 sono entrate in vigore nuove norme che agevolano chi fa domanda per il riscatto degli anni di università. Eppure sull’argomento continua ad esserci molta disinformazione. Proviamo a schiarirci le idee:

 

Chi può far domanda

Tutti coloro che hanno conseguito una laurea di qualsiasi tipo (triennale, specialistica, vecchio o nuovo ordinamento) ma anche titoli di studio equiparabili. Nello specifico si tratta di:
- lauree conseguite all’estero ma con validità legale in Italia
- lauree ecclesiastiche presso facoltà riconosciute dalla Santa Sede
- diplomi di specializzazione
- diplomi di laurea (della durata non inferiore ai 2 anni e non superiore ai 3)
- dottorati di ricerca (non inferiori ai 2 anni)

 

Quando si può far domanda

In qualsiasi momento purchè si sia in possesso dei seguenti requisiti:
- aver conseguito la laurea
- aver versato almeno un contributo settimanale all’Inps in qualunque momento della vita assicurativa

 

A chi rivolgersi e con quale documentazione

La domanda va presentata al proprio Ente di Previdenza e accompagnata da:
- certificato che attesti il titolo di studio
- il mod. 01M/sost. rilasciato dal datore di lavoro che attesta la retribuzione percepita al momento della domanda

 

Calcolo dell’importo

In generale è calcolato sulla base della retribuzione media pensionabile riferita alla data della domanda ed è deducibile fino a un massimo del 19%. È però possibile chiedere il riscatto ancor prima di iniziare a lavorare. In questo caso l’importo viene calcolato secondo parametri fissi che, tradotto in cifre, significa circa 4.560 euro per ogni anno di studi.

 

Le novità della normativa

Si tratta di somme considerevoli che fino all’anno scorso andavano pagate in un unica soluzione. Le nuove disposizioni prevedono invece che l’importo sia diluibile in 120 rate mensili (10 anni) e senza l’applicazione di alcun interesse. Attenzione però: la normativa è applicabile solo per coloro che abbiano presentato domanda dopo il 1 gennaio 2008.

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7 Commenti a “IL RISCATTO DEGLI ANNI DI LAUREA”

  1. Mauro scrive:

    Hai idea della percentuale della retribuzione attuale che occorre pagare?

  2. MrJob scrive:

    Ciao Mauro,

    da quanto mi pare di capire da alcuni articoli letti in giro l’aliquota è il 33% della retribuzione attuale (per i lavoratori dipendenti), quindi il calcolo si fa così:

    - Numero anni di studio da riscattare (poniamo 5)
    - Reddito di lavoro dipendente percepito nell’ultimo anno (poniamo 15.000)
    - Aliquota fissa del 33%

    Perciò il calcolo sarà

    15.000 x 33% = 4.950 costo di ricatto x ogni anno
    4.950 x 5 = 24.750 euro di costo totale del riscatto

    Spero di esserti stato utile!

  3. Mauro scrive:

    Mi chiedevo appunto se l’aliquota era costante per tutte le retribuzioni o variasse. Grazie del contributo! Ciao Mauro

  4. MrJob scrive:

    L’unica distinzione che ho visto è tra lavoro dipendente, autonomo oppure da neolaureati. Spero di essereti stao utile, alemno un po’! Torna a trovarci!

  5. nicola faiella scrive:

    ho fatto domanda all’INPDAP per riscattare il diploma di conservatorio -tre anni accademici-

    quanto andrei a pagare?

    Sono nato il 13 GIUGNO 1968 e il mio stipendio si aggira sui 1325,00 euro mensili,
    Nel ringraziarvi vi auguro Buon Natale

  6. lucaing scrive:

    qualche mese fa ho chiesto il riscatto degli anni del corso di ingegneria (5 anni). Ora mi è arrivata la richiesta di ben 36.467,86 euro!! Io non ho capito come hanno calcolato il contributo e volevo un aiuto da qualcuno che lo sa.
    Io mi sono laureato a 23 anni nel 2006, fino ad ottobre dello stesso anno ho fatto uno stage e poi da novembre 2006 ad aprile 2007 ho trovato un lavoro interinale e poi a fine aprile mi sono licenziato e non ho più lavorato. Nel 2007, anno precedente alla domanda di riscatto, da gennaio ad aprile ho preso 7.062 euro di stipendio (giorni 117 di lavoro).
    Il calcolo del contributo viene riferito ad un reddito di euro 22.101,73 ed ho capito che l’INPS ha fatto i conti ricostruendo un ipotetico stipendio che avrei guadagnato se avessi lavorato tutti l’anno, prendendo a base del calcolo lo stipendio di euro 7062 riferito a 117 giorni e rapportandolo a tutto l’anno, come se avessi lavorato tutto l’anno.
    Mi chiedo se è giusto questo sistema perché se non avessi lavorato il contributo sarebbe stato calcolato su un reddito minimo di 13.800.
    Infine se non pago e decado dalla domanda fatta posso ripresentarla di nuovo nel 2009 ed in questo caso, visto che nel 2008 non ho alcun reddito, il conteggio verrebbe riliquidato sul reddito minimo di 13.800 euro?

    RIEPILOGANDO:
    • nel 2007 lavoro per 117 giorni con un reddito di 7.062 euro
    • nel 2008 presento la domanda di riscatto dei 5 anni di laurea
    • a dicembre 2008 mi chiedono un contributo di € 36.467,86 ottenuto prendendo un reddito precedente di € 22.101,73, a fronte di un reddito effettivo di € 7.062 relativo ai 117 giorni di lavoro
    • è corretto calcolarlo in questo modo e non su un reddito minimo (€ 13.800) come previsto dalla legge?
    • se faccio decadere la domanda non versando la prima rata e ne ripresento un’altra l’anno prossimo il reddito di riferimento per il calcolo del contributo è sempre € 22.101,73 oppure si prende il reddito minimo (13.800) visto che in tutto il 2008 non ho alcun reddito di lavoro.

    colalu@tin.it

  7. lucaing scrive:

    dimenticavo: AUGURI A TUTTI
    lucaing

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