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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


Opportunità di lavoro: Volagratis e il settore dei viaggi aerei

2 Ottobre 2008

Questi sono tempi difficili per il settore del turismo, in particolare per il trasporto aereo che, non solo in Italia, deve far fronte a diverse sfide come l’aumento del prezzo del carburante, la minaccia e le conseguenti misure antiterrorismo, gli sprechi di cattive gestioni e la crisi economica.

Nonostante ciò molti sognano ancora di lavorare in questo settore e per questo ci sembra interessante segnalarvi delle offerte di lavoro che abbiamo trovato sul sito Volagratis.

 

Le offerte di lavoro

Per Viaggiare, la società con sede a Milano che gestisce il servizio di assistenza ai clienti che prenotano con Volagratis, si cerca personale per le seguenti aree:

-      Area Amministrazione

-      Area Customer Care

Per Bravofly SA, la società con sede a Chiasso che gestisce i siti Volagratis e Bravofly, si cerca personale per le seguenti aree:

-      Area Information Technology

-      Area Marketing/Comunicazione

Se le proposte vi interessano potete trovare maggiori informazioni alla pagina Lavorare con Volagratis.

 

Qualche notizia sull’azienda

Volagratis è una piattaforma web del gruppo Bravofly che sviluppa e gestisce diversi progetti di e-business in ambito viaggi fra cui Volagratis, Tablethotels Italia, Volagratis Hotel e Bravofly: il network si aggira oggi sulle 30.000 visite giornaliere.

In dettaglio, Volagratis è un’agenzia di viaggio virtuale che offre prenotazione e procedure d’acquisto di biglietti aerei a tariffe molto economiche.

Il suo punto di forza è la ricerca in tempo reale fra le tariffe di ogni compagnia aerea che copre la nostra tratta d’interesse: una ricerca che permette di offrire al visitatore una lista di voli con compagnie low cost fra i più economici.


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IL DIRITTO A UN LAVORO CHE CI APPASSIONI

30 Settembre 2008

 

Si torna al lavoro

Si sa, tornare dalle vacanze e ricominciare a lavorare è sempre un po’ traumatico, soprattutto se il lavoro che svolgiamo non è quella che potremmo definire “la nostra vocazione”.

Anche su Cv Lavoro gli ombrelloni e costumi sono ormai un ricordo, mentre è ritornato sui nostri visi l’abituale colorito bianchiccio da impiegati d’ufficio. I soliti problemi da affrontare, la sindrome da lunedì mattina, la lunga attesa per l’agognato finesettimana… è una cantilena che vi suona famigliare?

Purtroppo, spesso non è la voglia di lavorare a mancarci quanto il clima aziendale a essere irrespirabile oppure il tipo di lavoro a non stimolare la nostra creatività. Cosa fare in questi casi? C’è un’uscita alla fine del tunnel?

 

Alla ricerca del lavoro dei sogni

È di qualche giorno fa la notizia che la Cassazione ha appoggiato la scelta di un ragazzo di 20 anni, David, che si era licenziato dal suo lavoro per iscriversi a un corso per parrucchiere e poter svolgere in futuro un lavoro che realmente gli piacesse.

La notizia era stata accolta male dal padre che non appoggiava la scelta di David e non voleva ricominciare a mantenerlo. La sentenza della Cassazione gli ha però dato torto affermando che i figli possono decidere di licenziarsi dal lavoro che ha garantito loro un’indipendenza economica al fine di riprendere a studiare o frequentare corsi di formazione e seguire così le loro “aspirazioni e inclinazioni”.

 

Mamma e papà mi mantenete voi!

In pratica la Cassazione ha confermato la sentenza del Tribunale di Modena che già nel marzo del 2004 aveva dato ragione al ragazzo obbligando il padre ad accettare la sua decisione e il conseguente nuovo obbligo finanziario nei suoi confronti.

Nella sentenza si sottolinea: “Non ha colpa il figlio che rifiuta una sistemazione lavorativa non adeguata rispetto a quella cui la sua specifica preparazione, le sue attitudini ed i suoi effettivi interessi siano rivolti, quanto meno nei limiti temporali in cui tali aspirazioni abbiano una ragionevole possibilità di essere realizzate, e sempre che tale atteggiamento di rifiuto (nel proseguire a lavorare) sia compatibile con le condizioni economiche della famiglia”.

 

Un lavoro su misura

La situazione di David, che appena ventenne già lavora come disossatore di carni suine e presto scopre di non voler svolgere quel lavoro per tutta la vita, è sicuramente diversa dalla realtà di molti giovani che hanno, al contrario, la possibilità di studiare e non riescono poi a trovare un lavoro che rispecchi le loro aspirazioni.

La buona notizia, però, è che ora molti giovani costretti dai genitori a studi e carriere poco consone ai loro reali desideri hanno una carta in più per opporsi e ottenere comunque il loro appoggio finanziario.

Questo non significa agevolare chi vorrebbe vivere approfittando della dipendenza dalla propria famiglia, quanto offrire una possibilità anche a chi, per interessi e aspirazioni, troppo spesso non trova appoggio all’interno della cerchia famigliare.

 

E dopo gli studi?

Studi e corsi di formazione sono importanti perché offrono gli strumenti più adatti per svolgere in futuro un lavoro interessante e in linea con le nostre passioni. Ma non sono sufficienti per trovare quel tipo lavoro.

Per questo motivo è importante ottenere l’appoggio (non solo finanziario) dei nostri genitori per specializzarci in quello che amiamo, ma altrettanto fondamentali saranno le nostre scelte e la capacità di sviluppare un acuto spirito d’iniziativa. Per qualsiasi lavoro vorremo svolgere, infatti, saremo sempre gli imprenditori di noi stessi, un ruolo che i nostri genitori non potranno mai svolgere al nostro posto.

E voi, cosa ne pensate? Condividete la sentenza della Cassazione? Qual è il ruolo dei genitori nella formazione dei figli?


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Chiusi per ferie!

8 Agosto 2008

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Eh, sì… anche Mr Job sta per partire per le ferie.Vi auguriamo buone vacanze: pensate solo a divertirvi e per un po’ di giorni dimenticatevi del vostro capo…Ci vediamo il 25 agosto.Buon divertimento a tutti!Mr Job———–Fonte immagine: Digitalnoise


SECOND LIFE: SERATA FINALE PROGETTO ARGON

23 Luglio 2008

 

 

Questa sera ti terrà l’evento finale del progetto Argon con un’interessante mostra d’arte tra le stelle che celebra un mix di stili ed epoche. Ideata e organizzata dagli Argonauti che hanno partecipato al progetto, la mostra si intitola “Punti di vista” e prende spunto dal quadro di Magritte “Perspective”.

L’invito all’evento è aperto a tutti i frequentatori di Second Life e agli appassionati. Ci si ritrova sull’isola di Argon alle 22. All’arrivo alla land, nella spiaggia troverete un cavalletto da pittore con l’insegna della mostra.
Il cavalletto rilascerà un landmark che vi porterà proprio di fronte alla mostra.

Non mancate!

 


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MORIRE DI LAVORO: IN GIAPPONE ACCADE. E IN ITALIA?

9 Luglio 2008

 

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Nella lingua inglese è entrato in uso un nuovo vocabolo, Karosh. Letteralmente significa “morto per eccesso di lavoro” ed è un espressione che arriva dal Giappone, lo stato che detiene il triste primato del maggior numero di suicidi legati alle condizioni di lavoro.

 

Cosa dicono le statistiche

L’ILO, l’Organizzazione Internazionale del lavoro, stima che in Giappone il numero di persone che lavorano più di 50 ore a settimana superi il 28%, tantissimo rispetto al 10% della media europea. Mentre dal 1998 all’inizio del 2007, il numero dei suicidi riconducibili a cause di lavoro, sono stati più di 30.000 con un aumento vertiginoso rispetto agli anni passati. Le cause sono sempre le stesse: ritmi massacranti, ferie negate e straordinari talvolta pari al 100% del normale orario di lavoro.

 

La storia di Uendan

Emblematico è il caso di un ragazzo giapponese, suicidatosi a 23 anni dopo 16 mesi di lavoro massacrante. Assunto da una società appaltatrice, la Nextar, Uendan era stato poi inserito come ispettore di produzione presso la Nikon. Tra straordinari, turni anche di notte e trasferte di lavoro raggiungeva a volte le 250 ore lavorative al mese lavorando anche 15 ore al giorno consecutivamente, senza mai un giorno libero. In breve tempo aveva perso 13 chili, aveva iniziato a soffrire di disturbi vari tra cui di mal di stomaco e insonnia e era sprofondato in una terribile depressione. Fino ad un giorno del marzo 1999 quando, esasperato, si è tolto la vita lasciando un biglietto con scritto:
Tutto il tempo che ho passato è stato sprecato“.

 

La sentenza

Sei anni dopo, nel marzo del 2005, il tribunale distrettuale di Tokyo ha dichiarato colpevoli sia la Nextar che la Nikon ordinando ad entrambe un risarcimento danni. Si tratta di una sentenza esemplare, che però non è bastata a tutelare i lavoratori nipponici. In Giappone infatti, per alcune categorie professionali, non esiste alcuna tutela e i criteri di legge riguardanti le ore lavorative, sono ben lontani dagli standard internazionali.

 

Cosa accade nel nostro Paese

In Italia la situazione è completamente diversa. Gli straordinari sono più bassi rispetto alla media europea e il fenomeno dei Karoshi è quasi del tutto insesistente. Purtoppo questo non significa che le cose vadano meglio. Se in Giappone si muore di lavoro, da noi ci si ammala. Il proliferare di lavori instabili e sottopagati, fanno insorgere condizioni di stress e problemi psicologici prima inesistenti. Molti lavoratori si sentono impotenti di fronte a un futuro instabile e del tutto inadeguati rispetto a esigenze reali, impossibili da realizzare con stipendi talvolta irrisori.

 

Qualche riflessione

I problemi psicosociali che ne derivano non sono però tangibili come un suicidio e quindi è ancor più facile che vengano sottovalutati. Si basano su dati difficilmente misurabili e piuttosto che affrontare il problema, si finge di ignorarlo.
Il lavoro però è un pilastro fondamentale della vita di una persona e ne condiziona sempre di più le scelte. Ed è questo che è frustrante per chi magari vorrebbe prendere determinate decisione ma è costretto a rinviarle in attesa di una stabilità economica al momento lontana. Sarebbe importante prendere coscienza di questo, e non aspettare sempre di arrivare a situazioni irreparabili. Noi continueremo a farlo, dando voce ai lavoratori e pubblicando tutti i vostri commenti, che meglio di ogni altra cosa, spesso denunciano situazioni limite.

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Fonte immagine: PeppeManga



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