PANE E CARNE IN SALDO PER ARRIVARE A FINE MESE
4 Aprile 2008

Pane e carne a prezzi ribassati nell’ultima settimana del mese: è l’iniziativa di alcuni Comuni per aiutare chi deve stringere la cinghia prima di vedersi versato il nuovo stipendio.
Dopo Milano, anche Torino decide di aderire. L’assessore al Commercio ha già fissato un incontro con le associazioni di categoria e presto verranno fissati prezzi standard per alcuni prodotti alimentari di prima necessità.
Torino, la città con i maggiori rincari
L’iniziativa del Comune torinese nasce in risposta agli ultimi dati allarmanti sulla crescita dell’inflazione. A Torino nel mese di marzo si è registrato un incremento di prezzi dello 0,5% rispetto a febbraio. I rincari maggiori sono stati per pane e cereali (+ 1,3%), seguiti da latte, formaggi, uova e ortaggi (circa + 0.7%).
Se a questo si aggiungono gli aumenti di prezzo per i trasporti (+ 1,3%), di bar e ristoranti (+ 0,7%) e persino dell’abbigliamento (+ 0,7%), è facile capire che la vita per i torinesi è sempre più dura.
Prezzi più bassi ma solo in alcuni negozi
L’iniziativa prevede un abbassamento dei prezzi soprattutto per pane e carne. Sarà quindi possibile acquistare questi prodotti a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli attuali. Ma attenzione: l’adesione al progetto è a discrezione del singolo commerciante e quindi non è detto che il vostro panettiere di fiducia applichi gli sconti.
Milano è stato il primo comune a sperimentare l’iniziativa ma purtroppo i dati non sono incoraggianti: solo un fornaio su 10 ha venduto il pane a 1,5 euro/kg. E solo da un macellaio su 5 si poteva trovare l’hamburger a 7,90 euro/kg.
Non ci convince
Comunque, indipendentemente dai dati, la domanda è un’altra: l’iniziativa è sicuramente lodevole ma serve veramente a risolvere il problema?
Se le persone non riescono più ad arrivare a fine mese, forse sarebbe più corretto intervenire su quella legislazione che permette forme contrattuali ridicole e retribuzioni ben al di sotto del minimo sindacale. Insomma, anche quella della “quarta settimana” ci sembra solo un palliativo.
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Fonte immagine: mariafrancescacalvano.wordpress.com










