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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


I PEGGIORI CAPI SONO I NOSTRI MIGLIORI MAESTRI DI VITA

Mercoledì 28 Maggio 2008

 

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Lo so che può sembrarvi impossibile ma gli errori del capo, il suo carattere insopportabile, le pretese assurde, insomma tutto ciò che ci fa terribilmente innervosire, può rivelarsi molto utile. Non solo, i nostri peggiori capi possono trasformarsi-
(inconsciamente, sia chiaro!)- in grandissimi maestri di vita.

 

La regola è semplice

Il segreto consiste nell’osservare il loro comportamento, vedere le conseguenze delle loro azioni e NON IMITARLE.
In pratica per diventare delle persone migliori basta prendere i capi della peggior specie come cattivi esempi e comportarsi in maniera esattamente opposta alla loro.
A insegnarcelo è un noto blogger inglese che, per avvalorare la sua teoria, ci fornisce

sette punti di riflessione:

 

  1. guardate gli sforzi inutili che fa il capo per ottenere qualcosa. Se si comportasse diversamente, magari se chiedesse le cose più apertamente e senza evitare stratagemmi o manipolazioni, raggiungerebbe gli stessi obiettivi con la metà della fatica.
  2. osservate le reazioni dei dipendenti. Il capo potrà esigere da loro qualsiasi cosa ma i suoi sottoposti troveranno sempre il modo per controbattere. Magari a rimetterci sono quasi sempre i dipendenti però è difficile che un capo sia felice di essere deriso e considerato nel peggiore dei modi dall’intero ufficio.
  3. soffermatevi ancora sul rapporto che si crea tra un cattivo capo e i suoi dipendenti. Comportandosi in quel modo, viene a mancare fiducia da parte di entrambe le parti. E anche in un rapporto di lavoro, la fiducia reciproca è fondamentale.
  4. immedisimatevi nei dipendenti di un capo insopportabile: vi sentireste motivati o lavorereste solo perchè obbligati? La risposta è scontata.
  5. immaginatevi come si comporta un cattivo capo di fronte alle conseguenze di una (sua) decisione sbagliata. Non ammetterà mai l’errore e gli effetti dello sbaglio iniziale diventeranno sempre più irreparabili. Una lezione perfetta per ricordarci che a volte è meglio mettere da parte l’orgoglio.
  6. pensate alla vita che conducono i vostri peggiori capi. Per più di metà della loro esistenza sono impegnati a rendersi insopportabili e non è detto che non lo siano anche fuori dall’ufficio. Vi piacerebbe vivere come loro?
  7. e adesso osservate il comportamento dei capi minori, quelli che sono costretti a stare direttamente sotto le dipendenze del grande boss. Quasi sempre giocano lo stesso gioco del “grande capo” ma sono molto più furbi e soprattutto sono pronti a cogliere la prima occasione per invertire i ruoli.

 

Non resta che mettere in pratica la lezione

Il concetto è chiaro: se il vostro capo è di quelli che si vantano di essere delle creature superiori scese sulla Terra per salvare l’intera umanità, imparate ad essere più modesti; se invece il capo trascorre 14 ore al lavoro compreso il sabato e la domenica mattina, cercate di ottimizzare le vostre 8 ore e ricordatevi che esiste anche una vita oltre all’ufficio. Gli esempi possono continuare in eterno, ma approffittatene: voi potrete diventare delle persone migliori ma per i capi incapaci non c’è nessuna speranza.

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Fonte immagine: Terreomnia

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7 REGOLE “ANTISTRONZI”

Mercoledì 9 Aprile 2008

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Lo stress in ufficio è un problema serio tanto che c’è persino chi ci ha scritto dei libri. Uno dei più eloquenti, a partire dal titolo, è quello di Robert I. Sutton, con il suo Il metodo antistronzi. Ci troviamo di fronte alla peggiore categoria di colleghi o meglio di capi: quelli che possono essere definiti con mille eufeminismi ma rimangono sempre e comunque dei grandi S…

 

Norme di sopravvivenza

Un intero capitolo del testo è dedicato proprio ad alcuni consigli per sopravvivere alla loro presunzione.

 

1. Ricontestualizzate: vedete le cose da un altro punto di vista. No ai sensi di colpa e sì al bicchiere sempre “mezzo pieno”.

2.Sperate in meglio ma aspettatevi il peggio. Insomma, siate ottimisti ma preparatevi ad gni evenienza, soprattutto la peggiore.

3. Mantenete una certa indifferenza. In sostanza: fregatevene, ma in senso positivo! In sostanza, fate il vostro dovere, impegnatevi ma non fatevi venire un ulcera lacendovi nella vostra rabbia.

4. Puntate ai piccoli successi. Non ambite subito al massimo: la vittoria si raggiunge gradualmente. Gioire delle piccole conquiste vi aiuta comunque nel perseverare nel raggiungimento di grandi obiettivi.

5. Limitate le esposizioni. Qui Sutton parla proprio di un esposizione fisica: se avete una riunione con colleghi/capi della peggior specie, cercate di presenziarvi il meno possibile.

6. Costruite delle “sacche” di sicurezza. Stavolta sia in senso metaforico che no. Insomma, trovate un rifugio per evadere e rilassarvi: va bene una stanza ma anche un gruppo con cui sfogare le proprie ansie.

7. Combattete piccole battaglie per volta. Perseverate nei vostri buoni propositi e impegnatevi a fondo: sono i tasselliper una dolce, lenta ma inesorabile vendetta.

 

Sono teorie psicologiche, mica chiacchere…

Sì, lo so. Ora state tutti pensando: “quante belle parole… metterle in pratica è impossibile”. Ebbene, sappiate che queste sette regole non nascono dalla fantasia dell’autore. Sono i risultati di ricerche e studi sul tema fatti da psicologi sempre più tormentati da pazienti nevrotici proprio a causa del loro ambiente di lavoro. Quindi, sicuramente dovrete armarvi di una dose massiccia di pazienza mail successo è garantito.

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Fonte immagine: Troviamoibambini.it

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IL CLIMA AZIENDALE COME CHIAVE DEL SUCCESSO

Lunedì 3 Marzo 2008

“Me ne vado dalla mia azienda, dove lavoro da dieci anni, perchè è impossibile fare bene il mio lavoro. troppo nervosismo…”
Comincia così un post su un forum, di un impiegato che dichiara di volere licenziarsi.

Il clima aziendale è importantissimo per la vita di un’azienda.
Perchè influenza tutto il contesto, organizzativo e personale. E’ noto che le aziende più efficienti sono quelle al cui interno ci si sente bene, rispettati e con la libertà di esprimere il proprio potenziale fino in fondo.
Sono molti i fattori che influenzano il clima aziendale, oggetto di studi e analisi e negli ultimi tempi anche di corsi universitari: la definizioni di ruoli e responsabilità, la gestione del tempo e dei momenti informali, la disposizione nell’ambiente, l’organizzazione, l’autonomia, i turni e gli orari di lavoro sono solo alcune delle cose che influenzano il clima ziendale.

Ogni anno “The great place the word” in collaborazione con “Il Sole 24 ore” elaborano una graduatoria delle aziende nelle quali il clima è migliore.
Le grandi aziende informatiche occupano i primi posti ed hanno scalzato la Ferrari, che l’anno scorso (2007) era al primo posto: Comanda Google, seguita da Coca Cola Italia e Microsoft Italia.
Tra le prime dieci aziende, sono presenti Elica s.p.a., American Express e Cisco System.
Non compaiono le grandi aziende tutte italiane, che si trovano oltre il 35° posto.

Molti analisti ed esperti, legano il successo e i continui miglioramenti, oltre a scelte di mercato e strategiche opportune, anche al clima aziendale, che favorirebbe notevolemente tutto l’apparato organizzativo.

Mr. Job

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