Ha suscitato molto scalpore la recente circolare del Ministero del Lavoro secondo la quale per rassegnare le dimissioni dal proprio posto del lavoro sarà indispensabile compilare un modulo online. In realtà la procedura, entrata in vigore a partire dal 5 marzo, non è così semplice e non riguarda ogni singolo lavoratore.
Ma proviamo ad capire più nel dettaglio, cercando di essere sintetici ma utili.
Innanzitutto, perchè le dimissioni abbiamo valore legale, il lavoratore dipendente (statale o privato) che decide di interrompere il proprio contratto di lavoro, dovrà recarsi presso soggetti abilitati: nello specifico si tratta dei centri per l’impiego, le direzioni regionali e provinciali del lavoro, i comuni e, per le province di Trento e Bolzano e della regione Sicilia, gli ispettorati del lavoro.
Il lavoratore potrebbe in realtà anche compilare il modulo in modo autonomo scaricandolo direttamente dal sito del ministero www.lavoro.gov.it, ma in ogni caso, se il documento non verrà validato da un “certificatore ufficiale” (quelli elencati in precedenza, ma a breve anche i sindacati) non avrà alcun valore legale.
Questo passaggio obbligato costringe quindi a complicare la procedura aumentandone anche i tempi di realizzazione ma garantendo una maggiore trasparenza. Una volta compilato il modulo, vi verrà apposta una data di emissione: da quel momento il lavoratore avrà 15 giorni di tempo per consegnare la ricevuta al datore di lavoro.
Se questa è la procedura ordinaria, esistono poi una serie di eccezioni. Non saranno obbligati a compilare il modulo online coloro che si dimetteranno durante un periodo di prova ma neppure chi interrompe il rapporto di lavoro in accordo col proprio datore. Ed è questo forse l’aspetto che non convince: non è infatti ben chiaro che cosa significhi “dimissioni volontarie consensuali” e sono in molti a far notare che queste potrebbero in realtà celare dimissioni forzate, esentate dalla nuova procedura, proprio perche fatte passare come consensuali. Infine, sono esclusi dalla nuova disciplina anche quei rapporti di lavoro che si interrompono per modalità non conformi o a causa dell’irreperibilità del lavoratore. Anche in questo caso, però, è necessario fissare criteri univoci che provino l’effettiva impossibilità del lavoratore a compilare il modulo online.
Uno dei motivi principali per il quale è stato fatto questo decreto è la tutela del lavoratore, spesso costretto a firmare il contratto e il foglio in bianco di dimissioni nello stesso momento. Tuttavia è un provvedimento da migliorare, così come ha sottolineato il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
Mr Job