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                 Consigli per chi cerca lavoro *a cura di MrJob*


NUOVI MESTIERI: IL VIRTUAL COMMUNITY MANAGER

Martedì 1 Aprile 2008

 

Cosa fa?

Progetta le comunità virtuali del Web e coordina le loro attività.

 

Nello specifico:

- valuta le esigenze del committente e crea una comunità virtuale ad hoc.
- svolge il ruolo di animatore della Community, gestendo gli utenti
- decide quali sono le modalità di aggregazione, le regole da rispettare, i mezzi
- monitora il successo della community analizzando i dati di accesso e facendo sondaggi
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NUOVI MESTIERI: L’ACCOMPAGNATORE TURISTICO ONLINE

Giovedì 20 Marzo 2008

 

Cosa fa?

Gestisce un proprio sito internet in cui propone tour e viaggi in Italia e all’estero.

 

Non è una guida turistica tradizionale

L’accompagnatore turistico online è spesso un lavoratore autonomo e si appoggia alle agenzie di viaggio solitamente solo per la prenotazione di voli e alberghi.
Rispetto alle tradizionali guide turistiche, sceglie personalmente gli itinerari da proporre e li presenta su un sito internet che lui stesso gestisce.

 

La passione per i viaggi non basta

Oltre ad una conoscenza approfondita del territorio nazionale e straniero, l’accompagnatore turistico online deve ovviamente conoscere anche le nuove tecnologie. Un sito accattivante è il punto di partenza fondamentale per avviare l’attività ma a questo devono aggiungersi anche la capacità di promuovere il proprio servizio attraverso internet e il semplice passaparola.

 

Bisogna superare un esame

Esattamente come per gli accompagnatori, per praticare la professione, bisogna superare un esame regionale in cui sono richiesti un dilpoma di scuola secondaria e la conoscenza di almeno una lingua straniera. Gli sbocchi professionali sono buoni ma le possibilità di riuscita dipendono molto dalle proprie capacità.
Chi è in grado di offrire un buon servizio e di allargare costantemente il giro di clienti potrà arrivare a gestire un’agenzia di viaggi alternativi e ricavarne buoni fatturati.

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Fonte immagine: Novecentino

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NUOVI MESTIERI: LA VIGILATRICE D’INFANZIA

Lunedì 17 Marzo 2008

 

Svolge in sostanza gli stessi compiti di un infermiere professionista ma si occupa esclusivamente di bambini. Lavora all’interno di strutture sanitarie pubbliche o private, ospedaliare o extra-ospedaliere (ad esempio in consultori, asili-nido, centri di riabilitazione) ma può svolgere la mansione anche autonomamente in qualità di libero professionista.

Nello specifico, i compiti della vigilatrice di infanzia consistono nella somministrazione dei medicinali e degli alimenti, nelle medicazioni, nel rilevamento delle condizioni del bambino e nella preparazione a eventuali esami.

Chi volesse intraprerendere questo percorso deve conseguire una laurea triennale in discipline infermieristiche e svolgere il tirocinio formativo previsto nel corso di studi. Al termine dei tre anni è possibile continuare gli studi iscrivendosi ad un corso di specializzazione oppure, esercitare la professione previa obbligatoria iscrizione all’Albo tenuto nei collegi provinciali. Per essere assunti all’interno di una ASL o comunque per diventare un lavoratore dipendente pubblico, l’unica possibilità è accedere tramite il superamento di un corcorso.

Il ruolo della vigilatrice di infanzia ha ottenuto un riconoscimento sempre maggiore tanto da essere recentemente equiparato a quello di infermiere pediatrico. Inoltre, come nella maggior parte delle professioni infermieristiche, le opportunità di occupazione sono elevate e anche le possibilità di carriera non mancano. Se si sviluppano conoscenze tecniche specifiche, si può aspirare al ruolo di caposala con una funzione di coordinamento dell’intero reparto; e comunque svolgendo assistenza domiciliare è possibile implementare la paga che parte da una base di circa 1100 euro lordi.

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Fonte immagine: Alessandro Pinna

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NUOVI MESTIERI: IL PROMOTER TURISTICO

Mercoledì 12 Marzo 2008

È l’intermediario tra l’agenzia di viaggio e l’azienda per cui lavora e il suo compito principale è vendere pacchetti turistici alle agenzie. Lavora solitamente per grandi tour operator oppure per le compagnie aeree: nello specifico, deve gestire i contatti, fissare appuntamenti di consulenza e manetenere con loro rapporti continuativi. Lo scopo è proporre i cataloghi della propria azienda, le offerte promozionali, le tariffe e le eventuali convenzioni commerciali.

Solitamente riferisce direttamente alla direzione marketing dell’azienda per cui lavora e questo rende la sua professione importante: trovandosi costantemente a contatto con le singole agenzie, il promoter turistico può valutare quali sono le strategie di vendita migliori, le campagne di comunicazione che possono avere più successo e quali sono le tendenze generali del mercato.

Per svolgere la professione è preferibile possedere un diploma di perito turistico o una laurea breve nel settore ma comunque il percorso formativo non è vincolante, potrebbe bastare anche un generico dilpoma di scuola superiore. Però, occorrono doti caratteriali e interessi da cui non si può prescindere: bisogna possedere una forte attitudine alla vendita, una buona dialettica, capacità di ascolto e ovviamente una conoscenza del settore turistico e dei prodotti proposti. Le competenze tecniche devono inoltre essere costantemente ampliate con corsi di aggiornamento continui.

Gli orari del promoter turistico sono molto flessibili e solitamente il contratto che li lega all’azienda per cui lavorano è di carattere colaborativo e autonomo. Al momento il mercato delle agenzie turistiche è molto frammentato, ma se la tendenza dovesse essere quella della creazione di una realtà più omogenea, rappresentata da grandi catene leader del settore, è probabile che anche il ruolo del promoter turistico cambi e si evolva. Non sarà più un venditore “porta a porta” ma un dipendente che si occuperà di negoziazione commerciale a livello di rete più globale.

 

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NUOVI MESTIERI: L’OPERATORE CULTURALE

Lunedì 10 Marzo 2008

Negli ultimi anni in diverse città è possibile iscriversi a corsi di specializzazione per diventare operatori multiculturali, figura professionale nota anche come mediatore culturale.

Ma di cosa si occupa in concreto questa nuova figura professionale?

Il suo compito consiste principalmente nel favorire l’integrazione tra persone appartenenti a culture diverse. Lo scopo è duplice: supportare l’immigrato appena giunto in Italia diventando una sorta di punto di riferimento e, allo stesso tempo, favorire l’accettazione dello straniero da parte del paese ospitante aiutando ad esempio i datori di lavoro nel gestire risorse provenienti da aree geografiche differenti ed inserirle ed integrarle nella comunità locale.

Oltre ad una conoscenza basilare dell’area linguistica degli immigrati, occorrono quindi competenze tecniche specifiche. I mediatori culturali sono esperti di tecniche di comunicazione e degli strumenti più efficaci per diffonderle; conoscono le realtà di appartenza dello straniero (usi, costumi, tradizioni…) ma anche il contesto in cui l’immigrato si inserirà. Questo comprende ad esempio la conoscenza della legislazione italiana in materia di immigrazione, l’offerta nazionale di servizi di assistenza, sanitari, scolastici rivolti agli immigrati e delle opportunità lavorative presenti sul territorio.

In concreto l’operatore mutliculturale offre una prima accoglienza per l’immigrato fornendogli indirizzi utili per muovere i primi passi nella nuova realtà. Lo seguirà quindi nelle varie fasi di inserimento facilitandolo ad esempio nella ricerca di un lavoro o nell’usufruire dei servizi offerti dalla città di residenza.

Quella del mediatore culturale è certamente una professione emergente e destinata a una rapida crescita all’interno di una società sempre più multetnica. È quindi importante che il suo ruolo ottenga un riconoscimento ufficiale ma anche che chi decide di intraprendere questa nuova professione lo faccia spinto da motivazioni forti, da un reale interesse per le diversità e da una paziente capacità di ascolto e di risoluzione dei problemi più disparati.

Inoltre, indica chiaramente la fase di cambiamento profondo del territorio italiano ed in particolare delle grandi città: rendere quella che prima era un’attività delegata al volontariato ed alle associazioni una vera e propria professione, con studi e competenze, è un passo avanti in una società che deve imparare a convivere e pensare in maniera globale.

Mr Job

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