TFR (TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO)
3 Aprile 2008

Cos’è?
Una liquidazione cioè una somma di denaro che i lavoratori dipendenti maturano per ogni giorno di servizio.
Il TFR viene poi riscosso al termine del rapporto di lavoro e quindi a seguito di dimissioni, licenziamento o del raggiungimento della pensione.
Come si calcola
Per legge, per ogni anno di servizio, si matura una quota pari e non superiore alla retribuzione dell’anno in corso divisa per 13,5. Se il rapporto di lavoro termina prima dell’anno, il TFR viene calcolato proporzionalmente in base ai giorni lavorati. Il 31 dicembre di ogni anno il trattamento di fine rapporto è incrementato in questo modo: con l’applicazione di un tasso dell’1,5% in misura fissa e per un 75% dall’aumento dell’indice al consumo registrato dall’ISTAT rispetto a dicembre dell’anno precedente.
Può essere anticipato
Dopo 8 anni di servizio, il lavoratore dipendente può richiedere l’anticipo del TFR fino ad un massimo del 70% dell’intera somma. L’anticipo può essere comunque concesso una sola volta. La richiesta deve essere giustificata da motivazioni serie e comprovate e che rientrino in queste due casistiche: spese sanitarie oppure l’acquisto della prima casa per sè o per i figli.
L’ultima riforma
Dal 1 gennaio 2007 i lavoratori (eccetto i dipendenti del pubblico impiego) devono scegliere a chi destinare il proprio TFR. Le opzioni sono due: all’azienda per cui lavorano oppure a un fondo pensione integrativo.
Se entro 6 mesi dall’assunzione il lavoratore non dichiara la sua preferenza, per legge il TFR viene trasferito alla forma pensionistica complementare di categoria, oppure, se questa non esiste, a una forma pensionistica istituita presso l’INPS.











